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Per i giornalisti non è ancora chiaro se alla fine sarà una fortuna o una sciagura: lo sviluppo tecnologico nel mondo dell’informazione sta infatti facendo spazio a un ospite inatteso, il robot capace di scrivere. Non immaginate un umanoide che si mette alla tastiera e con precisione infallibile compila testi. Il robot non lo si vede neanche, perché si tratta di un software che lavora nel cuore del pc. Ma che alla prova dei fatti riesce fare cose che solo gli umani sapevano fare. Almeno così si credeva. Negli Stati Uniti gli editori stanno puntando alla grande su questa frontiera estrema della tecnologizzazione, per cercare di trovare un possibile punto di equilibrio per i conti economici del futuro.

 

 

Il robot che lavora al Washington PostMa la notizia è che il robot è entrato anche in una delle redazioni più autorevoli e nobili, quella del Washington Post, non a caso rilevata qualche anno fa da Jeff Bezos il fondatore di Amazon. Il quotidiano della capitale Usa ha adottato infatti Heliograf, che è forse il robot più avanzato in circolazione nei giornali. All’inizio era stato testato in occasione delle Olimpiadi di Rio, in particolare per stilare classifiche e statistiche, risparmiando ai giornalisti lavori noiosi e certosini. Dopo il buon esito di quell’esordio, il Washington Post ha lanciato Heliograf anche sul campo della competizione elettorale, per scrivere veri e propri articoli. Come racconta Paolo Mastrolilli, attento corrispondente de La Stampa da New York, «il robot prendeva le informazioni da banche dati come VoteSmart.org e le trasformava in pezzi da pubblicare, sulla base delle indicazioni ricevute dai programmatori, e sotto il controllo di esseri umani».

 

 

Quello che lavora per Associated Press. L’avanzata dei robot in redazione non è cosa di oggi. A rompere il tabù era stato qualche tempo fa il software Wordsmith (in inglese, “paroliere”) che permette proprio di generare contenuti, scritti in un buon inglese, partendo da un inserimento di dati. Era stato creato dagli ingegneri informatici della compagnia americana Automated Insight. In concreto si tratta di un generatore automatico di contenuti che consente di ottenere in pochi clic dei veri e propri articoli giornalistici. All’utente basta immettere alcuni dati nella piattaforma, e poi Wordsmith è in grado di produrre testi in inglese coerenti e credibili. Il software è stato lanciato ufficialmente nel 2016 ed è stato sperimentato, a quando pare con molte soddisfazioni, da giganti dell’informazione come Associated Press e Yahoo per la compilazione di report finanziari e notizie sportive.

 

 

Quello che scrive di economia. Un altro giornalista robot specializzato in notizie di economia e finanza è Dreamwriter, messo sul mercato questa volta da un’azienda cinese, la Tencent. Recentemente ha dato prova di grandi capacità, scrivendo un testo di 916 ideogrammi in un minuto. Grazie ad algoritmi che ricercano dati e fonti online, Dreamwriter ha scritto un articolo sulla variazione dell’indice dei prezzi al consumo in un dato mese dell’anno. Pubblicato poi sul portale qq.com, molti lettori non hanno notato alcuna differenza con un articolo normale.

Una previsione per il futuro. Ragion per cui c’è da credere alla previsione Kristian Hammond, l’inventore di Quill, un impilatore automatico di testi sviluppato dalla startup americana Narrative Science. Secondo lui entro il 2027 il 90 per cento delle notizie sarà scritto da un computer.

Article source: http://www.bergamopost.it/tendenze/articolo-scritto-un-robot/

ROMA – Tredici ultras giallorossi – tutti riconducibili al gruppo “Roma”, diversi dei quali pregiudicati – sono stati sottoposti a misura cautelare dagli agenti della polizia di Stato e dalla Digos, al termine di una vasta operazione che ha portato all’identificazione dei responsabili dei tafferugli avvenuti nella Capitale il 3 aprile del 2016, a poche ore dal derby tra Roma e Lazio.

I fatti si verificarono all’esterno di un pub di via Palestro, dove alcuni turisti svedesi erano intenti a consumare la cena. A inchiodare i violenti le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che mostrano chiaramente come il raid, organizzato per “punire” un turista scandinavo che indossava la maglia della Lazio, fu preceduto da ripetuti sopralluoghi per meglio pianificare l’azione. Poi l’attacco, fulmineo, che colse di sorpresa le vittime senza lasciar loro via di scampo. Nel corso degli scontri il cittadino svedese fu stato colpito alla testa con un casco e ferito da una coltellata al gluteo. Successivamente la violenza dei teppisti di fede giallorossa i concentrò verso le suppellettili del locale e alcuni veicoli in sosta nelle vicinanze. A farne le spese anche un passante, aggredito a calci e pugni anche un passante che stava documentando con il proprio cellulare, quanto stava accadendo.

Article source: http://www.diariopartenopeo.it/notizie-italia/notizie-sportive-italiane/27/04/2017/video-scontri-ultras-a-roma-in-via-palestro/

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta.
Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l’Europa orientale.
Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all’età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.

Article source: http://www.bisceglieindiretta.it/tutte-le-notizie-sportive-solo-su-www-bisceglieviva-it/

Azzurri di Gloria è di proprietà di Luca Lovelli
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Article source: https://www.azzurridigloria.com/news-sci-alpino/

People exposed to entertainment television are more likely to vote for populist politicians according to a new study co-authored by an economist at Queen Mary University of London.

The researchers investigated the political impact of entertainment television in Italy over the last 30 years during the phased introduction of Silvio Berlusconi’s commercial TV network Mediaset.

They compared the voting behaviours of people who lived in regions where Mediaset was broadcast versus those where Berlusconi’s network was unavailable. The researchers found that people who had access to Mediaset prior to 1985 — when the network only featured light entertainment — voted on average 1 percentage point more for Berlusconi’s Forza Italia party, compared to municipalities that were exposed later as the network rolled out.

The researchers found that the effect persisted for almost two decades and five elections. It is especially pronounced among older people and young people, although it affected these groups in very different ways.

Author Dr Andrea Tesei from QMUL’s School of Economics and Finance said: “Our results suggest that individuals exposed to entertainment TV as children are less cognitively sophisticated and less socio-politically engaged as adults, and ultimately more vulnerable to Berlusconi’s populist rhetoric. Older people, on the other hand, appear to have been hooked by the light entertainment Mediaset provided and were later exposed to biased news content on the same channels.”

Less educated people (high-school dropouts in this case) who were exposed to entertainment TV voted three percentage points more for Forza Italia than their non-exposed counterparts (i.e. high-school dropouts in municipalities where Mediaset wasn’t available). People exposed to entertainment TV as children voted almost eight percentage points more for Berlusconi, compared to same-age individuals who were exposed later.

The researchers found that people who are exposed to entertainment TV as children are cognitively disadvantaged in later life. Those who were exposed as children score five per cent worse than their non-exposed peers in cognitive test as adults; they are also 13 per cent less likely to report an interest in politics, and 10 per cent less likely to be involved in a voluntary group.

The researchers found an even stronger effect among people who were already older (55+) when exposed to entertainment TV. This group voted on average by 10 percentage points more for Forza Italia than non-exposed voters of the same age. The study found that older people exposed to entertainment TV during the 1980s are 16 per cent more likely to report to watch news (traditionally slanted in favor of Berlusconi and introduced on Mediaset in 1992) on Mediaset channels which is traditionally slanted in favor of Berlusconi.

The researchers also found that exposure to entertainment TV does not just increase support for Berlusconi but also for other parties with similar populist features. Indeed, early access to Mediaset appears also to be associated with higher support for the Five-Star-Movement – led by former comedian Beppe Grillo – which first fielded candidates in 2013. These results suggest that Mediaset influenced political attitudes and voting behavior beyond its effect on Berlusconi’s party. In particular, the results suggest a relationship between exposure to light-fare TV and preferences for populist parties and leaders.

The researchers used a combination of research methods, including engineer-developed software to simulate TV signal propagation, econometric analysis based on municipal-level election data, and geo-referenced survey data.

Their results were significant and stood up when controlled for geographical and socio-economic characteristics at the municipal level.

Dr Tesei said: “Our results suggest that entertainment content can influence political attitudes, creating a fertile ground for the spread of populist messages. It’s the first major study to investigate the political effect of exposure among voters to a diet of ‘light’ entertainment. The results are timely as the United States adjusts to the Presidency of Donald Trump.”

The co-authors were Ruben Durante (Universitat Pompeu Fabra and Sciences Po) and Paolo Pinotti from Bocconi University. The research is published today in a School of Economics and Finance (Queen Mary University of London) working paper.

Control factors:

The researchers first controlled for local measures of education and economic activity. Second they showed there are no pre-existing trends in voting for any political party before the introduction of Mediaset at the municipal level. Third, their methodology only relies on the signal intensity that is due to exogenous geographical characteristics (mountains, valleys).

The presence or absence of mountains interfering with the line of transmission between the municipality and the antenna is a matter of luck and is unrelated to any characteristic of the municipality. This effectively corresponds to exposing individuals (i.e. municipalities) to a random treatment (i.e. exposure to entertainment TV) and identifies the causal effect of exposure to entertainment TV on voting.

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Article source: https://www.eurekalert.org/pub_releases/2017-03/qmuo-pww032417.php

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta.
Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l’Europa orientale.
Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all’età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.

Article source: http://www.bisceglieindiretta.it/tutte-le-notizie-sportive-solo-su-www-bisceglieviva-it/

Una vera e propria bufera mediatica sta investendo in queste ore Massimo Mauro, ex calciatore di Juventus e Napoli e oggi opinionista Sky. A scatenare l’indignazione del web una sua uscita piuttosto infelice: nel corso della trasmissione Mauro si è infatti lasciato andare a un’esternazione fuori luogo sull’Inter e sulla crisi di risultati della squadra nerazzurra: «Un mio amico interista di 80 anni, Cicillo, mi ha detto è meglio fare la dialisi che guardare le partite dell’Inter – ha dichiarato – E lui è sotto dialisi». La frase non è passata inosservata e ha scatenato l’ira del web, che ha condannato senza appello l’ex giocatore. Gli utenti pretendono scuse immediate e provvedimenti, ma non manca chi chiede ai vertici di Sky il suo allontanamento dalle trasmissioni televisive.

Article source: http://www.diariopartenopeo.it/notizie-italia/notizie-sportive-italiane/24/04/2017/meglio-la-dialisi-che-tifare-per-linter-bufera-su-massimo-mauro/

LISBONA (Portogallo) – Un tifoso della Fiorentina è morto a Lisbona investito da un’auto in corsa. La vittima, di 41 anni, si trovava in Portogallo per assistere al derby del campionato lusitano tra lo Sporting Lisbona (la cui tifoseria è gemellata con quella viola) e il Benfica, in programma questa sera allo stadio José Alvalade.

Non è ben chiaro, al momento, se l’incidente mortale sia maturato nel corso di alcuni tafferugli tra le opposte fazioni o meno. Secondo quanto riportano i media locali, verso  le 2.45 del mattino il 41enne si trovava con uno dei gruppi ultras dello Sporting davanti allo stadio Da Luz – quello del Benfica – dove le frange estreme delle due tifoserie si sarebbero dati appuntamento per uno scontro fisico. Da qui sarebbe partito un lancio di pietre, poi il contatto tra i gruppi e infine la fuga, durante la quale l’italiano potrebbe aver trovato la morte. Il tifoso della Fiorentina è stato infatti investito da un’auto in corsa. Il suo corpo è stato quindi abbandonato in strada dagli ultras, che sarebbero scappati prima dell’arrivo della polizia.

Article source: http://www.diariopartenopeo.it/notizie-italia/notizie-sportive-italiane/22/04/2017/tifoso-della-fiorentina-ucciso-in-portogallo/

ANCONA – Tragedia nel mondo del ciclismo: il campione marchigiano Michele Scarponi è morto questa mattina in seguito ad incidente stradale a Filottrano, in provincia di Ancona.
Secondo quanto ricostruito, Scarponi stava rientrando da un allenamento in preparazione al Giro d’Italia quando è stato travolto da un furgone a un incrocio. Nonostante i soccorsi, è deceduto durante il trasporto in ospedale.
Conosciuto come l’Aquila di Filottrano, vantava una vittoria al Giro d’Italia nel 2011, oltre a diverse tappe alla corsa rosa. 37 anni, era stato al fianco di Vincenzo Nibali nello scorso Giro d’Italia. Michele Scarponi lascia la moglie e due figli di 6 anni.

Article source: http://www.diariopartenopeo.it/notizie-italia/notizie-sportive-italiane/22/04/2017/morto-michele-scarponi-il-ciclista-travolto-da-un-camion-a-filottrano/

LISBONA (Portogallo) – Un tifoso della Fiorentina è morto a Lisbona investito da un’auto in corsa. La vittima, di 41 anni, si trovava in Portogallo per assistere al derby del campionato lusitano tra lo Sporting Lisbona (la cui tifoseria è gemellata con quella viola) e il Benfica, in programma questa sera allo stadio José Alvalade.

Non è ben chiaro, al momento, se l’incidente mortale sia maturato nel corso di alcuni tafferugli tra le opposte fazioni o meno. Secondo quanto riportano i media locali, verso  le 2.45 del mattino il 41enne si trovava con uno dei gruppi ultras dello Sporting davanti allo stadio Da Luz – quello del Benfica – dove le frange estreme delle due tifoserie si sarebbero dati appuntamento per uno scontro fisico. Da qui sarebbe partito un lancio di pietre, poi il contatto tra i gruppi e infine la fuga, durante la quale l’italiano potrebbe aver trovato la morte. Il tifoso della Fiorentina è stato infatti investito da un’auto in corsa. Il suo corpo è stato quindi abbandonato in strada dagli ultras, che sarebbero scappati prima dell’arrivo della polizia.

Article source: http://www.diariopartenopeo.it/notizie-italia/notizie-sportive-italiane/22/04/2017/tifoso-della-fiorentina-ucciso-in-portogallo/

Svolta epocale nella Serie A, che vedrà l’introduzione della moviola in campo a partire dal campionato 2017/2018, e non più dal 2018/2019 come inizialmente preventivato: «Con la VAR (Video Assistant Referees) partiamo dalla prima giornata di campionato del prossimo anno, anticipando quindi di una stagione – ha annunciato il presidente degli arbitri Marcello Nicchi, al termine del Consiglio federale della Figc - Aspettiamo l’autorizzazione dell’International Board. Per la finale di Coppa Italia invece non ci sarà».

Article source: http://www.diariopartenopeo.it/notizie-italia/notizie-sportive-italiane/21/04/2017/serie-a-arriva-la-var-moviola-in-campo-a-partire-dal-20172018/

Lavori in corso per la prossima edizione della manifestazione internazionale riconosciuta come punto di riferimento per il settore dell’arredo e del design. Un palcoscenico che da sempre coniuga business e cultura, facendo la storia del design e dell’arredo di ieri, oggi e domani. E che si presenta al mondo con un’offerta di prodotti di altissima qualità, all’insegna dell’innovazione. Il Salone Internazionale del Mobile è ripartito nelle tre tipologie stilistiche Classico, Design e xLux – il settore dedicato al lusso senza tempo riletto in chiave contemporanea lanciato con successo alla scorsa edizione. Un’offerta che coniuga qualità e tecnologia, frutto della creatività delle migliori imprese del settore, capaci di sviluppare la propria attività investendo ogni anno nell’innovazione di prodotti e soluzioni per l’abitare.

Circa 2.000 gli espositori che andranno a occupare un’area espositiva superiore ai 200.000 m2. Numeri importanti che insieme alle migliaia di prodotti qui esposti in anteprima, confermano il profondo valore del Salone del Mobile quale palcoscenico internazionale della creatività e forum degli addetti ai lavori – attesi oltre 300.000 visitatori da più di 165 Paesi. Accanto al Salone Internazionale del Mobile si svolgeranno in piena sinergia il Salone del Complemento d’Arredo e le biennali Euroluce e Workplace3.0.

L’edizione 2017 vedrà l’importante presenza di Matera 2019 che animerà il cortile di Palazzo Clerici, prestigiosa location nel centro di Milano, con una istallazione progettata e realizzata dall’Open Design School. Giovedì 6 aprile la giornata è dedicata a Matera 2019 con il lancio ufficiale del progetto ODS a cura di Joseph Grima. La cultura a Matera per tutto il 2019 sarà un dialogo per un Open Future.

Article source: https://www.materalife.it/notizie/matera-2019-animera-il-cortile-di-palazzo-clerici/

Dr. Shawn Qu, Chairman and Chief Executive Officer of Canadian Solar, commented, “We are glad to partner with the CPDFund in the growing solar energy market in Brazil. This milestone funding from the CPDFund cements our collaboration towards the CPDFund’s investment into high-quality solar energy projects developed by Canadian Solar in Brazil and other Portuguese-speaking countries worldwide. We look forward to more opportunities to cooperate with state-owned enterprises and institutional investors in China to boost solar energy growth globally.” 

Mr. Jianxin Chi, Chairman of CPDFund Management Company, commented, “We value the partnership with Canadian Solar which has extensive industrial experience and outstanding capability, and believe that the milestone funding is the start of more cooperation on solar energy in Brazil, other Portuguese-speaking countries and Africa. We also have strong confidence in the future of Brazilian economy and the economic cooperation between China and Brazil, and expect to invest more in power, infrastructure and other industries in Brazil.”

About Canadian Solar Inc.

Founded in 2001 in Canada, Canadian Solar is one of the world’s largest and foremost solar power companies. As a leading manufacturer of solar photovoltaic modules and provider of solar energy solutions, Canadian Solar also has a geographically diversified pipeline of utility-scale power projects in various stages of development. In the past 16 years, Canadian Solar has successfully delivered over 18 GW of premium quality modules to over 90 countries around the world. Furthermore, Canadian Solar is one of the most bankable companies in the solar industry, having been publicly listed on NASDAQ since 2006. For additional information about the company, follow Canadian Solar on LinkedIn or visit www.canadiansolar.com.

About CPDFund   

As one of the six initiatives proposed at the 3rd Ministerial Conference of the China and Portuguese-speaking Countries Forum, the CPDFund was formally established in June 2013, jointly funded by China Development Bank (CDB) and the Macau Industrial and Commercial Development Fund affiliated to the Macau government according to the contribution ratio of 60% to 40%. The CPDFund aims at galvanizing investment and production capacity cooperation between China and Portuguese-speaking countries through equity and quasi-equity investment. Since its establishment three years ago, the CPDFund has reached US$ 1 billion in size and achieved substantial progress in project development and investment and gradually evolved into an important platform to foster investment cooperation between China and Portuguese-speaking countries.

Safe Harbor/Forward-Looking Statements

Certain statements in this press release regarding the Company’s expected future shipment volumes, gross margins, business prospects and future results, are forward-looking statements that involve a number of risks and uncertainties that could cause actual results to differ materially. These statements are made under the “Safe Harbor” provisions of the U.S. Private Securities Litigation Reform Act of 1995. In some cases, you can identify forward-looking statements by such terms as “believes,” “expects,” “anticipates,” “intends,” “estimates,” the negative of these terms, or other comparable terminology. Factors that could cause actual results to differ include general business and economic conditions and the state of the solar industry; governmental support for the deployment of solar power; future available supplies of high-purity silicon; demand for end-use products by consumers and inventory levels of such products in the supply chain; changes in demand from significant customers; changes in demand from major markets such as Japan, the U.S., India and China; changes in customer order patterns; changes in product mix; capacity utilization; level of competition; pricing pressure and declines in average selling prices; delays in new product introduction; delays in utility-scale project approval process; delays in utility-scale project construction; cancelation of utility-scale feed-in-tariff contracts in Japan; continued success in technological innovations and delivery of products with the features customers demand; shortage in supply of materials or capacity requirements; availability of financing; exchange rate fluctuations; litigation and other risks as described in the Company’s SEC filings, including its annual report on Form 20-F filed on April 20, 2016. Although the Company believes that the expectations reflected in the forward-looking statements are reasonable, it cannot guarantee future results, level of activity, performance, or achievements. Investors should not place undue reliance on these forward-looking statements. All information provided in this press release is as of today’s date, unless otherwise stated, and Canadian Solar undertakes no duty to update such information, except as required under applicable law.

To view the original version on PR Newswire, visit:http://www.prnewswire.com/news-releases/canadian-solar-raises-us20-million-funding-from-china-and-portuguese-speaking-countries-cooperation-and-development-fund-300418245.html

SOURCE Canadian Solar Inc.

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LGBTIs in Brazil are fortunate to have many of the same legal protections available to non-LGBTI people. Even so, Bruno was nervous about coming out to his family. So much that he feared being kicked out of his home by his own relatives. His family’s reaction to his coming out will surprise you.

Watch his story below:

Micro Rainbow’s mission is to create tools, programs, and policy recommendations that enable LGBTI people to step out of poverty everywhere.

Article source: http://www.gaystarnews.com/article/watch-brazilian-gay-man-uplifting-story-share/

The Small Cell Forum reports that between 39% and 61% of enterprises encounter poor indoor coverage. Addressing that need, the new collaboration with Arcadyan and Node-H will offer customers the best of the overall indoor ecosystem: 3G/4G/Wi-Fi, neutral hosting, private LTE, QoS for voice and data, flexibility to change operational bands, cloud, seamless mobility, management and control – all at the lowest cost to deploy, maintain, and expand.

Highlights:

  • Fast, Cost-effective Plug-n-play Installation to Fit Enterprise of ANY size:

With the Parallel Wireless HetNet Gateway, the deployment is reduced from days to just a few hours, while eliminating the need for RF planning and extensive system integration. The HNG makes enterprise vRAN of any size self-configuring bringing the deployment cost to pennies per square foot.

  • Multi-technology, multi-carrier (3G/4G) + Wi-Fi :

The vRAN solution uses Parallel Wireless’ HNG to deliver all needed 3G and 4G gateway functionality combined with real-time SON on a single COTS platform to reduce the initial deployment CAPEX and ongoing OPEX while delivering multi-technology services.   

  • Seamless and secure end-user experience for 3G/4G/Wi-Fi voice, emergency services and data

HNG enables multiple voice services including VoLTE, 3G voice, VoWiFi, PTT to give enterprise the flexibility of what voice services to use today and in the future. HNG enables real-time interference mitigation to improve QoS and delivers seamless handoffs inside and outside.

  • Hands-free low-cost maintenance or network expansion

Real-time multi-technology SON on HNG delivers network automation and programmability while enabling hands-free on-going maintenance that reduces OPEX costs while improving network performance.

  • New services (private LTE, IoT, smart building) creation and 5G ready

This reimagined enterprise solution not only improves indoor coverage at a significantly reduced cost, but also enables new service offerings for both operators and business owners like Smart Buildings and IoT. With MOCN capability on HNG, operators can offer Private LTE capability with secure routing of the traffic according to network performance or user profile. It also provides a platform for analytics to deliver operational insights or to monetize customer experiences.

Today’s announcement is supported by multiple customer trials in EMEA and APAC regions.

Supporting quotes

Arcadyan, CTO, Janet Chen said, “Arcadyan develops products with the end-user in mind. We are dedicated to pursuing high quality technology. Our decision to partner with Parallel Wireless was driven by our confidence in the company’s innovation and the team’s level of commitment to the success of their customers. This partnership strengthens our leadership in the cellular market and opens up additional global opportunities for multi-technology indoor cellular solutions.”

Node-H, CEO, Mike Cronin said, “The business world is increasingly dependent on ubiquitous, seamless, high throughput, secure mobility. Superior quality mobile service in the office is now essential with indoor networks requiring multiple technologies, plug-n-play installation, configuration flexibility and future proofing for 5G. By expanding its portfolio, Parallel Wireless is addressing the enterprise segment with a scalable, open, and flexible virtualized architecture that serves the enterprise across heterogeneous network technologies, from Wi-Fi to 3G and 4G cellular.”

Rajesh Mishra, founder and CTO, Parallel Wireless, said, “This strategic collaboration with Node-H and Arcadyan offers end-to-end innovation across indoor network architectures including enterprise, IoT, and 5G with smaller, most compact, efficient software-defined fully orchestrated multi-technology small cells to deliver QoS coverage and capacity at a fraction of the cost.”  

About Parallel Wireless

Parallel Wireless is reimagining the wireless infrastructure market, enabling carriers to deploy any G cellular networks as easily and as cost-effectively as enterprise Wi-Fi whether for rural, enterprise, public safety, M2M, Smart Cities, or dense urban. Currently, the company in production deployment or in trials with major leading operators on six continents. Parallel Wireless’ innovation and excellence in multi-technology virtualized RAN (vRAN) has been recognized with 27 industry awards.  For more information, please visit www.parallelwireless.com

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SOURCE Parallel Wireless

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Recently, Aerosmith’s lead guitarist Joe Perry was bestowed with the 2017 ‘Les Paul Award’ at the NAMM TEC Awards convention, one of the top music product trade shows in the world.

Of Portuguese and Italian descent, Joe Perry is the consummate guitarist who is also a singer, song writer and lyricist. It is no wonder Rolling Stone magazine included him on their list of “100 Greatest Guitarists of All Time.”

At the NAMM TEC Awards, Hollywood Vampires bandmate and actor Johnny Depp presented Joe Perry with the honor, calling him “his hero” and “the reason I picked up the guitar in the first place.”

“NAMM” is the famous National Association of Music Merchants, an annual music and technology convention, held in Anaheim, California.

Aerosmith, considered by many to be “America’s Greatest Rock and Roll Band”, started as a garage band in Boston in the early ‘70s. According to Forbes, the band has gone on to be the bestselling American rock band of all time, with over 150 million albums sold worldwide and over 70 million just in the U.S.

In an exclusive interview for The Washington Times, Joe Perry talked with journalist Susan L. Hornik (*) about receiving the honor.  Hornik was also able to get some exclusive insight into Perry’s Portuguese background for the Portuguese American Journal’s readers.

About his Portuguese upbringing and on how much it stayed with him, influencing his musical inclination, Joe Perry told Hornick that, indeed, he regrets not having retained more from that culture.

“My father never spoke Portuguese in the house. My mother never spoke Italian. They were first generation American kids. That’s how they wanted to raise us. I look back at it, and I think, ‘well, I kinda missed out on a lot of stuff’,” he said.

Still looking back, Joe Perry realized that not all was lost. He learned how to appreciate the guitar with his Portuguese uncle.

“What did rub off; my uncle had a Portuguese guitar, it looked like a ukulele, it was homemade. Every Christmas, he would take it out from behind the couch, and play a few Portuguese folk songs. That was my first exposure to a stringed instrument, with frets. I was always fascinated with it; as far back as I can remember,” he told Hornik.

“From that one thing, it obviously had a huge impact on me. So not much culture, though my grandmother used to make great Italian food. I would love to know more though about Italian and Portuguese, considering how much time we spend in Brazil. We are going back there to tour,” he added.

Joe Perry also revealed that his father is from Madeira Island and that he and his wife are planning to visit the island sometime soon.

He said, “One of these years, my wife and I are going to Madeira, Portugal, where my father came from. That’s probably why I like hot weather, because it’s semi tropical there. I am just one generation away from that.”

About his plans for the near future and how many people think Aerosmith would be great at the next Oldchella “Desert Trip,”  Joe Perry told Hornik that he has no master plan.

“We are just starting to put the tour together for next year in the States. I am sure it’s on our short list….We just want to play every place that we can, and hit some of those festivals we have never done before. It would be great to play there.”

Anthony Joseph Pereira, known by his stage name Joe Perry, was born in 1950 in Lawrence, Massachusetts.  Like Portuguese American pop singer, Katy Perry, Joe Perry’s family name was originally “Pereira’, which means “pear tree” in the Portuguese language.

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(*) Susan L. Hornik is a contributor to Good, ETOnline, Livestrong.com, Industrym.com, NBC Today.com, Realtor.com, FiftyistheNewFifty.com, Canada’s Chatelaine, Brainworld, CSQ, First for Women, Twist, Discover Hollywood, Maxim, Health, Mademan.com -3234478154 – @slh2346 twitter.

Millicent Borges Accardi, who also contributed for this article, is a Portuguese-American poet, the author of three books: most recently, Only More So. She has received fellowships from CantoMundo, the National Endowment for the Arts, Fulbright, Fundação Luso-Americana (FLAD) and California Arts Council. Follow her on Twitter @TopangaHippie

 

Article source: http://portuguese-american-journal.com/joe-perry-aerosmith-lead-guitarist-speaks-of-his-portuguese-heritage-exclusive/

La gru su cui si è arrampicato l’uomo

 

 

di Gianluca Ginella

Sale su una gru, a circa 20 metri di altezza, per leggere il giornale. Sfoglia un paio di pagine e ridiscende. Letture “pericolose” per un uomo di 34 anni, peruviano che, con tutta tranquillità, ha spiegato ai soccorritori del 118, dei vigili del fuoco e della polizia, giunti sul posto dopo che qualcuno ha segnalato la presenza dell’uomo sopra la gru, che lui è abituato e che ha girato tutte le gru di Macerata. Ma il motivo, pare abbia detto, era di poter leggere il giornale in santa pace e con la brezza che si sente stando lassù.
Chissà se era interessato alle notizie sportive, a quelle di cronaca o alla politica. Chissà. Fatto sta che un peruviano di 34 anni, ha scelto un luogo insolito per sfogliare un quotidiano. Anziché la classica panchina, che forse fa un po’ troppo pensionato, ha scelto una gru. Una bella gru, alta una quindicina di metri, piazzata nel quartiere Pace, a Macerata. Intorno alle 14 l’uomo, con il quotidiano in tasca, ha iniziato l’arrampicata fino a raggiungere la cima.

Poi si è seduto là, circondato dal panorama delle colline tratteggiate dalle coltivazioni ordinate, e lontano quella striscia blu che è il mare. L’uomo ha preso il giornale che aveva con sé e ha iniziato a sfogliarlo mentre un venticello fresco ne accompagnava la lettura. Nel frattempo il mondo, circa 20 metri più in basso, si è messo in allarme vedendo l’uomo lassù. E’ arrivata l’ambulanza del 118, sono arrivati i vigili del fuoco pronti a salire sulla gru per far scendere in sicurezza l’uomo e le volanti della polizia. Questo però, lette un paio di pagine con le notizie che gli interessavano, ha chiuso il giornale, lo ha rimesso in tasca, e con tutta calma è ridisceso. Ai soccorritori ha detto che è abituato a simili prodezze. Ha spiegato anche che lui le gru di Macerata le ha girate tutte. Ok, ma se il giornale lo legge a 20 metri di altezza, chissà dove va per guardare la tv.

(Servizio aggiornato alle 17)

Article source: http://www.cronachemaceratesi.it/2017/04/14/passeggiata-in-quota-si-arrampica-su-una-gru/948877/

FuboTV (fubo.tv) has today officially launched the new version of its sports-first streaming pay TV service for desktop and mobile web. The 50-channel “Fubo Premier” bundle, which has been available in Beta since early February, is being offered at a discounted introductory rate of $34.99 per month. It features 26 channels that carry sports – more than any competitor’s entry-level package – including local team coverage through regional sports networks (RSNs) from FOX Networks Group and NBCUniversal. 

With Fubo Premier, subscribers in the U.S. can watch live events from all major sports leagues and tournaments. This includes more Major League Baseball than comparable bundles from any other over-the-top (OTT) virtual MVPD, with nearly two thirds of all games and teams available.  

Additionally, Fubo Premier subscribers can also watch some of the most popular entertainment and news content. A list of channels and add-on options, as well as details on the “Fubo Latino” and “Fubo Português” packages – all available with no long-term contract and for a free seven-day trial – is available atfubo.tv/welcome/channels, and a full list of channels, broken down by the sports they carry, can be seen on this chart

Fubo initially launched in January 2015, and quickly became the leading streaming destination for soccer.  The launch of Fubo Premier builds on that reputation by adding even more channels that carry the best soccer from around the globe – while extending the company’s network partnerships to include those that carry every other major league … from the world’s most popular sport to America’s national pastime.

Subscribers using Fubo via desktop or mobile web at fubo.tv have access to cloud-based DVR, VOD and two concurrent streams, with additional features being added weekly. 

Fubo will continue to be available on platforms still in Beta – Android and iOS mobile apps; Amazon Fire TV and Fire TV Stick; Apple TV; Chromecast; Kindle Fire; Roku – as additional updates are made and new features added supporting these devices. 

Meanwhile, FuboTV has invested significant resources into its tech infrastructure to ensure that live sports and other programming is delivered to viewers as part of an optimal experience.  This includes FuboTV having the industry’s fastest load time and shortest latency to live video on desktop – bringing game-winning home runs and momentum-changing hits, stolen bases or diving catches to fans often as much as 45 seconds ahead of other providers.   

FuboTV Also recently became the first in the industry to fully implement the SCTE 224 standard, allowing its broadcast partners to precisely communicate blackouts and alternate streams of content, and has built a sophisticated video monitoring infrastructure able to automatically detect and fix streaming issues.   

Channels that carry sports, now available on Fubo Premier (26)beIN SPORTS, beIN SPORTS en Español, BTN, CNBC, Comcast/NBC Sports RSNs, Eleven Sports, El Rey Network, The Football Report, FOX (in select cities), FOX Deportes, FOX Sports RSNs, FOX Soccer Plus, FS1, FS2, FuboTV Network, Galavisión,Golf Channel, Lifetime, NBA TV, NBC (in select cities), NBC Universo, NBCSN, Telemundo (in select cities), UniMás, Univision, Univision Deportes Network (UDN) and USA Network.  

RSNs available to Fubo Premier subscribers (based on location)CSN Bay Area, CSN California, CSN Chicago, CSN Mid-Atlantic, CSN New England, CSN Northwest, CSN Philadelphia, The Comcast Network, FOX Sports Arizona, FOX Sports Carolinas, FOX Sports Cincinnati, FOX Sports Detroit, FOX Sports Florida, FOX Sports Indiana, FOX Sports Kansas City, FOX Sports Midwest, FOX Sports New Orleans, FOX Sports North, FOX Sports Ohio, FOX Sports Oklahoma, FOX Sports Prime Ticket, FOX Sports San Diego, FOX Sports South, FOX Sports Southeast, FOX Sports Southwest, FOX Sports Sun, FOX Sports Tennessee, FOX Sports West, FOX Sports Wisconsin, SportsTime Ohio and YES Network.  

About FuboTV

FuboTV is the leading sports-first streaming pay TV service in the U.S.  It brings subscribers over-the-top (OTT) access to a growing line-up of national channels and regional sports networks (RSNs) that hold rights to the most popular sports in the world, along with entertainment content that complements its core offering. Officially launched in January 2015 as a streaming soccer service, FuboTV has evolved into one of the industry’s leading virtual MVPDs, with its entry-level Fubo Premier bundle offering 50 channels, including 26 that carry sports. It is available on desktop or mobile web via www.fubo.tv; on Amazon Fire TV and Fire TV Stick; Android and iOS devices; Apple TV; Chromecast; Kindle Fire; Roku; and through T-Mobile’s Binge On.  The company has raised a total of $20.6 million in funding to date.  Its $15 million Series B round closed in February 2016, led by Sky and 21st Century Fox and including DCM Ventures, i2bf, Luminari Capital, LionTree Partners, former CEO and Chairman of Warner Music Group Edgar Bronfman, Jr., Chris Silbermann (founding partner, ICM Partners) and former NBA Commissioner David Stern.

Article source: http://www.streamingmedia.com/PressRelease/Fubo-Premier-Opens-Baseball-Season-as-Top-Streaming-TV-Bundle-for-Live-Sports_44126.aspx

Ser. Homem, mulher, lésbica, gay, bissexual, transexual, queer. Humano. Ou não ser. Nada disso, nem outra coisa por oposição a qualquer uma destas definições. Já não é esta a questão. Um género para lá de regras predefinidas e que começa a se fazer sentir antes que dê jeito à sociedade, ainda na idealizada e assexuada infância. Géneros que vão sendo. Gerúndio, muito mais que definido. Infinito. Porque ela chama-se Pedro mas não lhe basta.

“Este é um texto sobre vulnerabilidade, sobre assumir fraqueza, e sobre ser uma criança paneleira. Começou com o convite de uma amiga argentina para participar no projeto Mariconcitos; a proposta era que as pessoas se debruçassem sobre as suas infâncias maricas de forma a torná-las dizíveis e a interrogá-las. Propunha-se um olhar para a memória e a procura de expressões sexuais e de género dissidentes, principalmente as afeminadas, bichas, e com especial foco nos seus prazeres e nas suas discriminações. Escrevem sobre a proposta que se trata ‘de seguir pegadas, exumar um passado vivo, abrir uma cicatriz’. Era, numa palavra, uma reflexão sobre afetos perdidos.” Dores encontradas, partilhadas em nome de um percurso que exige disponibilidade a quem o aceita acompanhar. Pedro Feijó aceitou e o título que escolheu é explícito: “O monstro maricas.” Nada mais será tão evidente.

Há cerca de dois meses, o texto foi publicado no blogue Mariconcitos e partilhado no Facebook. Foi assim que o Expresso viu o testemunho perturbador de uma criança sofrida. Na íntegra, tornou-se evidente que, no coração da fragilidade, Pedro tem a coragem de nos dizer de si. “O medo terrível de que o contar da minha história ou da minha vida seja usado para me explicar — de onde venho, o que sou, a minha natureza —, mas por outro lado, a esperança de que sirva, se me faço entender, precisamente para me desexplicar. Ou seja, do outro lado está a vontade de criar um sujeito paneleiro, um sujeito que além do mais não tem medo de instigar o conservadorismo que se faz guardião da infância (Won’t somebody please think of the children?!?) [gritaram as personagens dos Simpsons, num episódio], e de criar algo, bem no coração dessa imaginada inocência, que não é nem homem-por-vir nem mulher-por-vir, nem mesmo gay-por-vir, que é traveca mesmo, em toda a sua potência, mas que deixa por dizer aquilo em que se vai tornar, que resiste, ora aí está, à categorização e taxonomia de um pequeno-adulto.” A partir deste exercício memoralístico, o tema da identidade de género impôs-se. Havia que espalhá-lo, revelá-lo a quem, dele, pudesse tirar ilações.

São 25 anos de monstruosidade, como ele próprio assume. Passo a passo os mais de 1,80 metros de Pedro Feijó foram enchendo-se de consciência. Olhou-se de frente e encontrou nele um monstro. E, aos poucos, percebeu que só a insubmissão o levaria a algum lugar. A aberração insurrecta: “Cá está o monstro que deixei num armário, trancado a sete chaves, para que ninguém veja quem sou, com medo de ficar só. E todas sabemos, embora por vezes seja difícil admiti-lo, que um monstro é só uma criança que cresceu presa.” Abre-lhe a porta e deixa-o sair, não lhe viremos a cara.

Continua magro, moreno, impossível de não ser visto, com a sua saia estampada e brincos enormes. Vive em Lisboa e, na rua, atrai olhares curiosos, coleciona rejeições. Não se inibe, permite-se ser como quer. Ou não quer, mas como tem de ser. Há oito anos, Pedro Feijó chegou às páginas dos jornais, aluno do secundário no Camões, em Lisboa, faz um discurso retumbante contra a política educativa de Maria de Lurdes Rodrigues, à frente do então Presidente da República, Cavaco Silva, e como consequência dão-lhe um perfil no “Diário de Notícias”, é noticiado no “Público” e capa da revista do Expresso, como exemplo de ativismo político, mas à época, a sua orientação sexual não era um tema. Entra para o curso de Física, na Universidade de Lisboa, onde durante dois anos tenta compreender os sistemas científicos, sem nada de relevante descobrir. Sai e, por um ano, para para pensar, faz parte de um grupo de análise literária, “lendo como quem escreve”.

Encontra-se com Deleuze, Foucault, Barthes, Paul de Man. Depois opta pelo então novíssimo curso de Estudos Gerais, na Universidade de Lisboa. Concluído, parte com uma bolsa da Universidade de Cambridge para o que é considerado um dos melhores departamentos mundiais de História da Filosofia das Ciências. Na mala, não carrega fato nem camisas brancas, leva saias. “Foi um choque cultural, académico e linguístico, caí em depressão, fiquei seis meses de cama e arranjei um trabalho num restaurante, mas no segundo ano já estava mais habituada.” Apresenta uma dissertação de mestrado sobre bruxaria em Portugal no século XVI e, depois, durante quatro meses anda pela América do Sul, num trabalho de investigação sobre práticas queer e LGBT. “Descobri que lá estão os países com legislações mais avançadas nesta área.” Regressa a Portugal e recebe nova bolsa de estudos, desta vez para fazer o doutoramento em Berkeley, Califórnia.

Diálogo no parque

O início da conversa numa tarde iluminada num dos parques de Lisboa não pode ser outro. Confrontado, Pedro olha de frente, para um segundo para pensar. Como se define? “Como paneleiro.” Mas por que utilizar uma palavra que já não se usa? “É completamente ingénuo achar que não se usa a palavra paneleiro. Usa-se. Pejorativamente. Não surge é nos espaços onde se combate a homofobia. Não há um único dia em que não a escute. Olham-me na rua, riem-se, mandam bocas, perguntam-me o que está a acontecer ao país. Reivindicar a palavra paneleiro é reivindicar as características que as pessoas quiseram higienizar no gay.” Usa a palavra por militância? “Lá por eu dizer paneleiro não significa que qualquer pessoa a deva usar em qualquer momento. Não porque seja proibida, mas porque todas as palavras ganham sentido no seu contexto e no seu uso. É diferente alguém, entre amigas ou num manifesto, reivindicar o termo paneleiro, de ouvir alguém a gritar levianamente no meio da rua. A mim, por exemplo, e apesar de reivindicar a expressão, faz-me imensa impressão o termo maricas ou mariquinhas. Conjugam em si a ofensa à homossexualidade, a correção de um comportamento que foge ao padrão masculino, o rebaixamento do ser mulher e a recusa em aceitar a expressão de vulnerabilidade. É uma palavra que uso para me pensar apenas, mas que seria incapaz de utilizar para me referir a alguém.”

Frontal. Pedro Feijó tem 25 anos, mas começou muito cedo a revelar uma identidade de género (ver foto das págs. 48/49) que não encaixa em normas preestabelecidas

josé carlos carvalho

Pedro pede um ponto prévio, para explicar ao que vem. “Escrevi um texto que gostaria de ter lido, que gostaria que os meus pais tivessem lido, mas não tenho pretensões de representar ninguém. Falo só por mim. E até certo ponto, por parte de mim. Se for para ser um exemplo, só no sentido matemático e esquemático do termo, de ser parte de um todo com o qual partilho características e relações, mas em mim mesma singular.” E usa saia, para provocar? “Claro que está envolvida uma intenção de provocar uma reação, mas a palavra provocação parece assumir alguma gratuitidade, como se fosse só para chatear ou só para nos fazermos notar. Não é. A provocação tem implicações que me afetam e àquelas pessoas com quem interajo a cada momento. Porque é importante confundir as pessoas, é importante que não saibam como lidar.” Há cinco anos saiu à rua pela primeira vez de saia, numa marcha LGBT. Ia em grupo e “estava a morrer de medo, mas a sensação foi brutalmente libertadora”. Atualmente, só usa calças quando não tem “forças para lidar com as agressões na rua, o que não faz da saia um porto de abrigo”.

Na partilha dos Mariconcitos vai mais longe. Atira-nos o seu combate: “Os monstros só existem em tensão, só existem em marginalidade. Desapareceram das margens dos mapas quando se navegou redondo o mundo. Ressurgiram, nascentes, nos seios das vilas europeias como presságios da fúria divina e nas marchantes bordas do Novo Mundo como símbolos de negritude e bestialidade. Foram domesticados em frascos de laboratório e ainda assim não deixaram de surgir, incólumes e mais feios do que nunca, na mesa de laboratório de Frankenstein, no ventre de Mary Shelley, no parlamento de monstros de Wordsworth. Tentou-se criá-los, a época da ode à teratogenia elogiada por Darwin, mas ainda assim não nos espremeram do desconforto. Ressurgiram fantásticos, aliens, mitopoéticos, ciborgues, animados, conhecidos pelas ciências sociais e psicológicas mas sempre como desvios, aberrações, nojentas, degeneradas.”

A contenda não é só dele, é nossa, de espanto, e de Pedro, quotidiana. Se é difícil? Deve ser. Quando Pedro contou em casa, a mãe, psicóloga clínica, chorou e quis saber onde havia errado, e o pai, biólogo, silenciou. Que dificuldades ainda tem? “Nada que se relacione com uma busca da identidade. Aliás, a única dificuldade é conseguir continuar a fugir-lhe. A minha dificuldade é com isto que falo no texto: da relação entre uma vontade que me trespassa e uma imagem e ideal a que os meus outros me querem fundir.” Como lidar com essas agruras? “Procuro um lugar de desconforto confortável, passo a vida a mostrar que tenho força, alguma superioridade, acima das agressões e da mesquinhez, foi a maneira que encontrei para sobreviver.”

O que é isso, então? “Uma militância experimental, uma forma diferente de fazer política, uma recuperação do movimento feminista em que o pessoal era político. Porque a minha primeira luta foi comigo mesmo.” Mas como ser alguém que carrega em si um monstro? Prometendo sê-lo ainda mais: “Na minha estória, como na história do Homem que as monstras sempre vêm pôr em causa. Também elas espreitam dos frisos das igrejas e das margens dos textos proibindo que me cale a mim própria contando uma estória final; as estórias são sempre provisórias, são sempre só um entendimento, são sempre precárias, e só sedimentam quando, por medo, tentam matar monstros. Se há alguém a quem se possa confiar a produção autobiográfica é aos monstros: é difícil a universalidade quando se trata de uma escrita conduzida pela monstruosidade, de uma teratografia. A minha mariquice, ser maricas, medroso, veio o orgulho raptá-la à vergonha. O monstro cá continua, por vezes aterrador, amedrontando. Mas transformou-se também numa potência de vida que a cada dia me desafia a experimentar o desconfortável, a devir mais paneleira, mais incómoda, menos domesticável. O mesmo monstro maricas que me amedrontava transformou-se numa enorme criatura insurrecional.”

O monstro no retrato

“Nós exigimos mais dos monstros, pedimos-lhes, justamente, que nos inquietem, que nos provoquem vertigens, que abalem permanentemente as nossas mais sólidas certezas; porque necessitamos de certezas sobre a nossa identidade humana ameaçada de indefinição. Os monstros, felizmente, existem não para nos mostrar o que não somos, mas o que poderíamos ser.” Passados 22 anos, as palavras do filósofo José Gil parecem clarividentes, à espera de quem as queira ler no livro “Monstros”. Pedro leu-as. Assim como outras passagens — “[o monstro] é o Mesmo transformado em quase-Outro, estrangeiro a si próprio. É uma demência do corpo, uma loucura da carne.” E o estudioso que privou com Jules Deleuze e Félix Guattari e que assistiu à promessa da revolução homossexual cristalizar-se lê agora a confissão de Pedro e nele encontra “uma grande novidade para Portugal”. Porque “se estamos avançados do ponto de vista jurídico, ainda estamos muito atrasados do ponto de vista comportamental”.

O filósofo alerta, contudo, que o que de mais relevante pode surgir deste texto resulta do que lá não está explícito: “A rutura com a noção de identidade.” Uma promessa que surgiu pela primeira vez há cerca de 40 anos, recorda José Gil. “O ideal revolucionário homossexual falhou e ainda está por estudar o que aconteceu nos grupos de extrema esquerda que se enquistaram numa lógica mortífera, um dilema que ainda não está resolvido.” E o texto terá tanta mais relevância porque surge num momento em que “a moral social está a regredir na sua aceitação e permissividade, obrigando-nos a defender posições antiquadas”. Como a ousadia do jovem em abordar a sexualidade infantil, invisível na sociedade portuguesa: “É incrível como não se olha para o erotismo da infância. É como se Freud nunca tivesse existido.”

Pedro Feijó, ainda à conversa com o Expresso no parque, pede a palavra para explicar que “as opressões são sistémicas e que é fácil acusar alguém de ser homofóbico, o difícil é perceber que cada um também o é e que estes são processos marcantes na educação e nas relações sociais”. Assume que as crianças são uma personagem central nesta discussão. “Não conseguimos lidar com a ideia de que a criança pode ter sexo”, atira, dizendo ainda que “a infância continua a ser imaginada como um estágio pré-político e que só assumindo parâmetros predefinidos de sexualidade será possível chegar-se a um adulto saudável”. Pedro diz que a sociedade acredita que as crianças “têm de ser protegidas, pensadas como algo puro”, mas que “as nossas infâncias estão imbuídas de desejo” e que esta proteção “é de um paternalismo e de uma condescendência brutais”. Defende mesmo que “não há nada pior do que fingir que as crianças não sabem o que estão a fazer”, para confessar: “Tudo o que eu fiz, sabia que estava a fazer.”

josé carlos carvalho

Mas ao recuperar a sua primeira experiência homossexual — não tinha ele mais de nove anos —, as memórias de Pedro tocam a ferida oculta: “Na verdade, mais do que sexuais, eram pornográficas. Íamos para casa dele, entrávamos em sites porno, e imitávamos um no outro aquilo que víamos na net. Os gestos, as posições, a expressão do prazer. Era um espaço tão excitante quanto arriscado; mas tratava-se da reprodução de imagens, não do que elas pretendiam significar.” Para José Gil, este é, contudo, “um relato que está a mais, é enigmático ao exigir uma narrativa que dê sentido a factos da infância, alguém que diz que não nasceu gay, mas que afirma um devir homossexual e monstro, afirmando um certo tipo de identidade que é a sua” e, atento, o filósofo reconhece que o texto acaba com uma promessa que não se sabe se será concretizada. Afinal, o que quer realmente Pedro Feijó?

Ainda no armário

Confrontada com o texto de Pedro Feijó, a investigadora do Centro de Estudos Sociais da Universidade de Coimbra sublinha a importância de se aceder a um relato como o dele, com detalhes que escapam aos inquéritos quantitativos: “O texto acrescenta muito à discussão da identidade de género em Portugal, onde ainda é raro alguém assumir as suas dificuldades. Aqui a identidade de género continua a estar no armário, apesar das mudanças legislativas. Não é para sossegar que ele escreve, é para questionar.” Coordenadora de uma equipa multidisciplinar e transnacional (espanhóis, portugueses e italianos), a socióloga Ana Cristina Santos recebeu um financiamento de 1,4 milhões de euros do European Research Council para “contribuir para a inovação jurídica, política e cultural no campo da cidadania das pessoas LGBT”, cujo objetivo é desconstruir estereótipos, expondo à sociedade a sua obsolescência. O projeto “Intimate”, que começou há cerca de um ano e se estenderá até 2019, pretende mesmo flexibilizar os modelos jurídicos, conformando-os às novas realidades.

A fotografia de um miúdo enfeitado com os colares da mãe agarra a investigadora. “É uma imagem poderosíssima, não pode ser mais explícita. Todo o texto é um revisitar a infância, à luz da memória do adulto e mostra como o processo de socialização é profundamente normalizador e está assente no binarismo de género. Mas as escolhas obrigam a violência e o adulto revisita o passado, confrontando-se com a perplexidade de uma criança que começa a perceber que não encaixa. E o texto leva-nos a refletir sobre que mensagem estamos a transmitir às nossas crianças. Porque esta história não termina com o Pedro: a infância dele provavelmente reflete a de muitas outras crianças hoje.”

Uma “identidade que ultrapassa a fronteira do género” foi o que Sofia Aboim, socióloga do Instituto de Ciências Sociais (ICS), encontrou nas palavras de Pedro. “O armário dele não é só a homossexualidade, há ali toda uma criatura que não tem encaixe, que ultrapassa a questão da sexualidade, ele é tudo o que desencaixa.” E a investigadora encontra “uma abordagem política, inseparável de um elemento pessoal e transgressor, criador de novas possibilidades, em que a ideia de monstro não é apenas negativa mas uma figura revolucionária”. Ideias que não são exclusivas porque, como explica, “cada vez mais os jovens têm acesso a estas narrativas, que chegam das universidades ou de grupos ativistas e é percetível que está a crescer o movimento das pessoas não binárias”. A investigadora diz que a onda vem ganhando relevo, em Portugal e no Brasil, composta por “pessoas mais radicais, filiadas ao ideal anárquico”.

Outro contributo que Sofia Aboim encontra no texto é a capacidade para “transformar insultos em figuras emancipatórias”, sublinhando que esta forma de estar vem romper com a imagem do gay normativo, que segue o modelo, na homossexualidade, o comportamento heterossexual. Um posicionamento tão mais relevante quanto tenso é o momento atravessado pelo mundo, confrontado com o recrudescimento do conservadorismo, por um lado, e a progressão da reivindicação de discursos alternativos, por outro, com impacto na legislação. “Um momento revolucionário na questão do género, que não vai ficar por aqui. Abriu-se uma caixa de Pandora”, assevera. Porque para estas pessoas, explica Aboim, “a identidade é um direito, uma questão de autonomia, que não tem de ser mediatizada pelas instituições médicas ou governativas, porque o olhar do Outro é sempre violento e estigmatizante”.

O psiquiatra Daniel Sampaio defende que “nenhuma criança tem a sua identidade completamente formada durante a infância e que o processo da formação da identidade sexual é complexo e só está completamente estabelecido na adolescência” e quando uma criança não se identifica com o seu sexo biológico abre-se “um longo processo de procura de um sentido, em que a mente não está de acordo com o sexo biológico”. Zélia Figueiredo, também psiquiatra, é responsável pelas consultas de Sexologia do Hospital Magalhães de Lemos, no Porto. Explica que “99% das pessoas” que a procuram “surgem identificadas com um género e querem fazer uma transição para outro” e que “só os muito mais novos conhecem o conceito do não binarismo e da autodeterminação de género. Fazem parte de uma comunidade que não vai às consultas e que não quer fazer uma modificação corporal. São os mais discriminados, os que vivem nos intervalos”.

Lisboa. Numa tarde de primavera, Pedro Feijó permite-se ser quem é, atento às reações de quem o interpela na construção da própria identidade

josé carlos carvalho

Desde que a Lei da Identidade de Género entrou em vigor, em março de 2011, e até ao início deste ano, 109 pessoas com menos de 25 anos requereram a alteração de género e do próprio nome. Na Assembleia da República, duas propostas, uma do Bloco de Esquerda e outra do PAN, pretendem reduzir a idade legal exigida para que se proceda a essa mudança de 18 para 16 anos, desde que com o consentimento dos pais. O Governo avança com um pacote legislativo sobre a identidade de género. A secretária de Estado para a Cidadania e para a Igualdade esclarece ao Expresso que esta legislação não visa regular as operações de mudança de género, mas “abordar a identidade de género, atualizando a lei existente, que já está ultrapassada”. Catarina Marcelino explica que também não é o momento para introduzir o terceiro sexo ou género neutro, “uma questão ainda polémica e que nos países onde foi adotada, como a Alemanha, diz respeito às pessoas intersexo [crianças que nascem com ambiguidade dos órgãos genitais]”.

As barreiras à plena expressão destas aparentemente estranhas formas de vida continuam a ser erigidas, como muros que não travam apenas o fluxo de pessoas diferentes às várias tribos, mas também ideias e opções de comportamento. Como quando há algumas semanas foi divulgada a notícia de que os conteúdos de criadores homossexuais ou transgéneros serão filtrados no Google e no YouTube por não serem considerados “amigos das famílias”. A pergunta que fica, contudo, é: mas que famílias? Qual o espaço que sobra para os novos formatos conjugais e familiares? Sobretudo, quando se sabe que há jovens LGBTQ, como Gigi Lazzarato, — que citada pelo “New York Times”, terá 2,5 milhões de seguidores no YouTube — e que daqui para a frente terão de se contentar com o restricted mode. Mas, por mais paredes que se ergam, a tendência da fluidez de géneros parece imparável.

Por todos os lados

2017 começou com uma capa inédita da revista “National Geographic” a estampar uma rapariga transgénero. Há poucas semanas foi a vez da “Time” dar destaque às infinite identities, em que o tema central era a crescente comunidade de pessoas que rejeitam uma sexualidade definida entre o masculino e o feminino, com exemplos como o de Miley Cyrus, assumidamente pansexual, a reconhecer que, apesar das dificuldades que continuam a existir, atualmente é possível pelo menos discutir a situação. “Antes, sair do armário era assustador”, diz a cantora de 24 anos. A revista conta ainda que o Facebook tem mais de 60 possibilidades de género registadas e que na Califórnia já é possível recorrer a um terceiro género em documentos como a carta de condução ou a licença de nascimento. Entretanto, a agência noticiosa norte-americana AP passou a incluir no seu livro de estilo a possibilidade de se utilizar o pronome they quando em causa estiver uma pessoa que não se reconhece como he ou she. E, apesar das restrições legislativas impostas pelo Presidente Donald Trump, há cidades nos Estados Unidos que estão a difundir a utilização de casas de banho identificadas como gender neutral ou all gender. Tentativas para mostrar que o género resulta de um processo de autocompreensão individual e que uma pessoa pode ser cisgénero, quando se identifica com o género que lhe é designado à nascença, ou transgénero, quando tal não ocorre e, neste caso, poderá, ou não, identificar-se com o género binário, constituindo algo mais, diferente.

Falta, portanto, ir mais longe e Pedro Feijó, em Cambridge, foi. Abordou num ensaio os otherkin, ou seja, aqueles que questionam a própria definição de ser humano e abrem espaço a quem prefere acreditar ser um animal ou uma criatura mitológica. Identificados anteriormente como casos patológicos ou meramente curiosos, estes indivíduos começam a reivindicar seriedade na abordagem deste diferente modo de ser. Somos então confrontados com a desconfortável questão: o que significa ser-se humano? No ensaio, Feijó questiona se, “seguindo a luta daqueles que se veem a eles mesmos excluídos da Humanidade, pode ser altura de questionar se durante todo o século XX os diagnósticos não tiveram o foco errado. Talvez devesse ser dito que a Humanidade é ela própria uma espécie de disforia?”

Tradutor, com Helena Lopes Braga, do livro “Manifesto Contrassexual”, Pedro Feijó parece concordar com as teses defendidas por Paul B. Preciado, filósofo espanhol, nascido biologicamente mulher há 46 anos. Para este autor, “o sexo não é a base fixa do género: é preciso olhar o corpo e vê-lo como construído; aí poderemos encontrar novos espaços de resistência”. E inspirado em autores como Karl Marx ou Michel Foucault, defende a instauração de um movimento de contestação: “A contrassexualidade é também uma teoria do corpo que se situa fora das oposições homem/mulher, masculino/feminino, heterossexualidade/homossexualidade.” De tal forma que, quando um corpo se apresenta ambíguo e indefinido, terá de ser normalizado sob pena de criar um desequilíbrio social. Porque as diferenças sexuais e a chamada verdade anatómica ou biológica apenas visam legitimar a organização política e perpetuar as relações de poder.

Eve Segdwick — a única autora citada explicitamente por Pedro Feijó no seu texto memorialístico nos Mariconcitos — é considerada a grande teórica da “saída do armário”. Para esta autora, cada sociedade define o que é sexual ou não e os próprios limites de aceitação ou rejeição de certas relações, a partir da sua estrutura de poder. Já se passaram 68 anos desde que o mundo ocidental ficou escandalizado quando Simone de Beauvoir assumiu no seu livro “O Segundo Sexo” que “ninguém nasce mulher: torna-se mulher”. A autora explicou que “nenhum destino biológico, psíquico, económico define a forma que a fêmea humana assume no seio da sociedade; é o conjunto da civilização que elabora esse produto intermediário entre o macho e o castrado que qualificam de feminino”. A sociedade mudou, e vai continuar a mudar, acompanhando, algumas vezes mais de perto, outras com maior incredulidade, o que investigadores e escritores trazem de novo, e revelando-lhes novidades que nem o mais ousado criador pensara.

O texto completo de Pedro Feijó pode ser lido AQUI

Article source: http://expresso.sapo.pt/sociedade/2017-04-16-O-nome-dela-e-Pedro-e-ela-e-um-monstro

Editor’s Note: Press and public can register at https://aspeninstitute.wufoo.com/forms/z1rdatwr13e0c5c/

Who: Opening remarks delivered by David L. Cohen, Senior Executive Vice President and Chief Diversity Officer of Comcast NBCUniversal andCharles M. Firestone, Executive Director of the Aspen Institute Communications and Society Program.

Other speakers include:

  • James Clyburn, Congressman, 6th District, South Carolina
  • Richard Lui, Anchor, NBC News and MSNBC
  • Juan Williams, Political Analyst, Fox News
  • Michele Norris, Founding Director, The Race Card Project and

   Former Host, NPR  

  • Khizr Khan, Gold Star Father of Muslim-American Fallen Soldier
  • Reihan Salam, Executive Editor, National Review 
  • Adam Foss, Juvenile Justice Reformer 
  • Tanzina Vega, National Reporter for Race and Inequality, CNNMoney
  • Rakesh Kochhar, Associate Director of Research, Pew Research Center
  • Lillian Rodriguez Lopez, Vice President, Stakeholders Relations, The Coca-Cola Company
  • Thomas Shapiro, Professor, Brandeis University and Author, Toxic Inequality: How America’s Wealth Gap Destroys Mobility, Deepens the Racial Divide, and Threatens Our Future
  • Omar Wasow, Assistant Professor, Princeton University and Co-Founder, Blackplanet.com

When: April 4, 2017 at 8:30AM2:00 PM ET

Where: The Newseum, 555 Pennsylvania Ave NW, Washington, DC 20001

The Aspen Institute is an educational and policy studies organization based in Washington, DC. Its mission is to foster leadership based on enduring values and to provide a nonpartisan venue for dealing with critical issues. The Institute is based in Washington, DC; Aspen, Colorado; and on the Wye River on Maryland’s Eastern Shore. It also has offices in New York City and an international network of partners. For more information, visit www.aspeninstitute.org.

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SOURCE The Aspen Institute

Article source: http://www.prnewswire.com/news-releases/issues-of-race-in-america-to-be-discussed-at-aspen-institute-symposium-300425562.html

  • Chechyna has opened the first concentration camp for homosexuals since Hitler
  • Prisoners reportedly tortured with electric shocks and some beaten to death 
  • One of those who fled said prisoners were beaten to force them to reveal other members of the gay community 
  • Comes after 100 gay men were detained and three killed in Chechyna last week 

Thomas Burrows for MailOnline

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Chechyna has opened the first concentration camp for homosexuals since Hitler, where campaigners say gay men are being tortured with electric shocks and beaten to death.  

It comes after it was claimed 100 gay men had been detained and three killed in Chechnya last week.

A report by Novoya Gazeta said authorities had set up several camps where homosexuals are killed or forced to promise to leave the republic.

One of the camps is reportedly at the former military headquarters in the town of Argun. 

President Razman Kadyrov (right), who is a key ally of Vladimir Putin , allegedly ordered the clampdown 

Svetlana Zakharova, from the Russian LGBT Network, told MailOnline: ‘Gay people have been detained and rounded up and we are working to evacuate people from the camps and some have now left the region. 

‘Those who have escaped said they are detained in the same room and people are kept altogether, around 30 or 40. They are tortured with electric currents and heavily beaten, sometimes to death.’ 

One of those who escaped told Novoya Gazeta that prisoners were beaten to force them to reveal other members of the gay community.

Another prisoner who fled said that before being incarcerated in one of the camps, he had been forced to pay bribes to Chechen police of thousands of rubles every month in order to survive. 

Now the regime had taken another step against gays by creating these camps, the survivor said.  

Alexander Artemyev, from Amnesty International in Russia, told MailOnline: ‘We can only call on the Russian authorities to investigate the allegations. Homosexuals in Chechyna are treated very harshly and prosecuted daily and they are afraid to talk about it. 

‘They either have to hide or leave the republic. We are keeping in touch with the LGBT network that helps people in Russia to find shelter. The problem is people there cannot talk about it as it puts their lives and those they speak to, in danger. This is the main issue we are facing in Russia and the main challenge.’ 

Ekaterina Sokirianskaia, Russia project director for the International Crisis Group, told MailOnline: ‘The story is very much developing…victims are escaping.’ 

Last week Chechen police are believed to have rounded up more than 100 men (file photo)  

Tanya Lokshina, from Human Rights Watch in Moscow, said: ‘For several weeks now, a brutal campaign against LGBT people has been sweeping through Chechnya.

‘These days, very few people in Chechnya dare speak to human rights monitors or journalists even anonymously because the climate of fear is overwhelming and people have been largely intimidated into silence. 

‘Filing an official complaint against local security officials is extremely dangerous, as retaliation by local authorities is practically inevitable.

‘It is difficult to overstate just how vulnerable LGBT people are in Chechnya, where homophobia is intense and rampant. LGBT people are in danger not only of persecution by the authorities but also of falling victim to “honour killings” by their own relatives for tarnishing family honour.’

Last week Novoya Gazeta said Chechen police had rounded up more than 100 men suspected of being gay and killed three. 

It claimed that among those detained were well-known local television personalities and religious figures. 

President Razman Kadyrov, who is a key ally of Vladimir Putin, allegedly ordered the clampdown, although officially his regime denied the arrests claiming ‘it is impossible to persecute those who are not in the republic’. 

Kadyrov, pictured, has been accused of earlier human rights violations 

Kadyrov, who introduced Islamic rule in the Muslim-majority region, has been accused of earlier human rights violations.

He described the allegations as ‘absolute lies and disinformation’.   

Kadyrov’s spokesman Alvi Karimov told the Interfax News Agency: ‘You cannot arrest or repress people who just don’t exist in the republic. 

‘If such people existed in Chechnya, law enforcement would not have to worry about them, as their own relatives would have sent them to where they could never return.’ 

Chechen society is strictly conservative, meaning that unlike other cases where relatives or rights activists may put pressure on authorities when a homosexual relative disappears, those suspected are likely to be disowned by their own families.  

According to the New York Times, gay men on the region have been deleting their social media profiles after it was reported authorities tried to lure gay men into dates and arrested them. 

The reports from Russia claim those arrested range from just 15 to 50.  

Kadyrov is a strong supporter of Russian president Vladimir Putin, pictured in St Petersburg

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Article source: http://www.dailymail.co.uk/news/article-4397118/Chechnya-opens-concentration-camp-homosexuals.html