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You know what it’s like when your favourite star uploads something new and you can’t wait to take a look? Well, maybe you should at least wait until you’re not presenting a live TV segment to do that.

Someone not following that advice was a presenter on Portuguese TV channel TVI24, which was interrupted when his phone started playing a video live on air on Tuesday (October 12).

And the video in question? Well, it was none other than Demi Lovato as she took on the 100 Layer challenge on her YouTube channel.

Apresentador do canal de tv português TVI24 sendo interrompido ao vivo pelo vídeo do ‘100 Shirt Challange’ da Demi. Iconic! pic.twitter.com/aMMGNxaTyR

— Lovatics Brasil (@bralovatics) October 10, 2017

“Hey guys, it’s Demi…” was probably not the interruption needed while reporting, and we have to say he handled it quite well – we’ve all been in a situation where a video started playing loudly and you can’t make it stop fast enough.

We don’t blame him for having it cued up and ready to watch for when his report ended at all – and at least he managed to cut it off again before Demi swore, eh?

If you want to see if the video was worth interrupting a live broadcast for, it’s this one right here:

Related: The awkward real-life TV moments that still make us cringe with embarrassment

Demi dropped her latest album Tell Me You Love Me at the end of September, and is currently gearing up for the release of her new documentary Simply Complicated, which premieres on YouTube on October 17.

The documentary sees Demi open up about her career and personal life so far, including an honest account of her struggles with addiction – a topic she also opened up about during a recent appearance on The Jonathan Ross Show when she described hitting “rock bottom”.

“I had hit rock bottom and I just needed to do this for myself,” she said. “I knew that I had a lot of life ahead of me but one of the main reasons of getting sober was so that I could be around my little sister because my mum and dad [said I couldn’t be around her] if I was doing stuff. So I got the help I needed and now I co-own a treatment centre.

“There are days when you fight temptation for sure but those days get further and further apart.”

Watch the trailer for Demi Lovato: Simply Complicated below:


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Article source: http://www.digitalspy.com/tv/news/a840477/news-presenter-live-tv-mishap-caught-watching-demi-lovato-videos/

Con la 21a tappa, la Vuelta di Spagna 2017 va in archivio. Chris Froome vince la corsa, ma gli azzurri non sfigurano. Andiamo a vivere le emozioni della “passerella”.

Trentin sigla la quarta vittoria alla Vuelta 2017

IL FILM DELLA 21a TAPPA

Che la festa abbia inizio! Il team Sky apre la passerella di 117 km totalmente pianeggianti, con partenza a Arroyomolinos ed arrivo a Madrid. L’andatura è decisamente più compassata. Chris Froome sveste i panni del campione calcolatore e si lascia andare ad un brindisi e ad una birra con i compagni durante la corsa. Nessuno tenta di scattare per andare in fuga, anche per le caratteristiche di tracciato penalizzante questo genere di azioni. Resta viva l’idea di Matteo Trentin (Quick Step Floors) di conquistare la classifica a punti, approfittando anche della giornata di festa in casa Sky. Simpatico siparietto ai meno 70: in un clima scherzoso e decisamente più rilassato, Valerio Agnoli porta una cassetta contenente il caffè da distribuire a compagni ed amici. Dopo aver consegnato un bicchiere al capitano Vincenzo Nibali, il corridore della Bahrain Merida si avvicina anche al leader della generale Chris Froome e gli mostra il contenuto. Il britannico, dopo qualche tentennamento, si lascia andare ed accetta l’invito a prendersi un coffee in compagnia con lo Squalo ed il suo gregario, commentando nell’ilarità generale: Così va meglio, molto meglio. Si arriva a Madrid ed il gruppo lascia ad Alberto Contador la scena. Una sorta di violazione al copione che vorrebbe il vincitore passare per primo. Il Pistolero si prende gli applausi facendo l’ingresso nella capitale spagnola davanti a tutti ed un velo di commozione avvolge il suo volto e bagna i suoi occhi, nonostante gli occhiali scuri ed un sorriso abbozzato cerchino di celare l’emozione. Il campione di Pinto si alza sui pedali e saluta, mentre il popolo del ciclismo si stringe in una sorta di abbraccio collettivo. È un momento struggente, l’addio di un simbolo nel bene e nel male, con le sue epiche imprese e quel neo dovuto dalla vicenda doping. Dopo aver concesso il momento di gloria ad Alberto, il gruppo si concentra sul finale. Trentin conquista il traguardo intermedio e mette nel mirino la possibilità di conquistare la Maglia Verde. Negli ultimi 30 chilometri, si accende la corsa: Nick Schultz, Alessandro De Marchi ed Alberto Rui Costa si avvantaggiano sul resto del gruppo e vanno in avanscoperta. Il loro tentativo si esaurisce negli ultimi chilometri. Il corridore della Caja Rural cede ai meno 10, mentre l’azione dei ciclisti di BMC e UAE Emirates si conclude ai meno 5. Si va verso la volata di gruppo. Matteo Trentin conquista la tappa con uno sprint imperioso. Tuttavia, il suo sogno di conquistare la classifica a punti si infrange sull’undicesimo piazzamento di Froome, che così, dopo la Rossa della classifica generale e la Bianca della combinata, si prende anche la Maglia Verde per 2 sole lunghezze.

POKER DI SQUILLI A CASSANI

Quattro vittorie, più di tutti in questa Vuelta. Non sarà stato sufficiente per conquistare la classifica a punti, ma è un poker che dà autostima e rende onore ad un corridore spesso sacrificato per agevolare i successi altrui ed ora, finalmente, protagonista. Certamente la corsa spagnola non ha presentato grandissimi interpreti tra i velocisti, ma la facilità con cui Matteo si è imposto allo sprint è stata indicativa del potenziale del trentino. In casa Quick Step Floors, forse, aumenteranno i rimpianti pensando a chi hanno perso. Sentimenti diametralmente opposti in casa Orica, prossima destinazione del velocista italiano. A proposito di azzurro, le vittorie di tappa alla Vuelta sono anche messaggi al Commissario Tecnico Davide Cassani. Indubbiamente, in vista del Mondiale, Trentin si presenta come il capitano ideale per poter conquistare un alloro che manca dal 2008. È in salute, psicologicamente sta come mai prima d’ora. Con una squadra competitiva, potrebbe seriamente giocarsi il titolo. Sicuramente, dopo il quarto squillo, Cassani starà iniziando a farci un pensierino…

Article source: https://www.azzurridigloria.com/news-ciclismo/vuelta-2017-21a-tappa/

Gli azzurri della pallacanestro scendo sul parquet di Istanbul per gli ottavi di finale degli Europei di basket 2017; avversario: la Finlandia.

Marco Belinelli attacca il ferro contro la Finlandia (fonte: pagina Facebook ufficiale Italbasket)

BASKET, EUROPEI, QUARTI DI FINALE: ITALIA-FINLANDIA

Dopo una lunga preparazione ed un girone difficile, per l’Italbasket è tempo di fare sul serio. Gli Europei di basket 2017 entrano nella loro fase clou, quella a eliminazione diretta. Dopo le prime gare, che hanno consegnato Germania e Slovenia ai quarti di finale, a scapito, rispettivamente, di Francia (84-81) e Ucraina (79-55), ora tocca all’Italia.

Gli azzurri giungono agli ottavi dopo un’esperienza a Eurobasket di multiforme natura, fatta di tre vittorie (Israele, Ucraina e Georgia) e due sconfitte (Lituania e Germania). Avversario: la Finlandia, ben comportatasi nel torneo, 4-1 nel girone, ma per la prima volta lontana dalla Helsinki Arena.

PRIMO QUARTO: L’IMPATTO AZZURRO

Non muta il quintetto iniziale di Ettore Messina: Daniel Hackett, Marco Belinelli, Gigi Datome, Nicolò Melli e Marco Cusin. Cambia, invece, coach Henrik Dettmann: Lauri Markkanen, futuro giocatore dei Chicago Bulls e autentica stella di Eurobasket 2017, parte dalla panchina.

Gli azzurri cominciano bene: decisioni veloci e sicurezza. A inaugurare il canestro è Gigi Datome, da capitano, 2/2 per 4 punti, cui fa eco Daniel Hackett, subito deciso nell’attaccare in transizione, aggredendo l’area: palleggio, arresto e tiro vincente. La difesa funziona e dando respiro alla manovra i punti sono consequenziali: tripla di Belinelli, cui segue Nick Melli. 12-5, quattro minuti giocati: time out Finlandia. Più solida, al rientro, sul parquet di Istanbul; ma l’Italia è in fiducia, difende forte e fa muovere la retina. Il primo quarto rasenta la perfezione: 11/13 dal campo, 6/7 da da 3, 30-15 sul tabellone.

SECONDO QUARTO: ITALIA IN PARTITA, MARKKANEN (E FINLANDIA) NO

L’Italia non deve commettere un errore che più volte è costato caro in questi Europei: deve “accettare” il calo fisiologico delle percentuali al tiro, continuando a difende con la medesima intensità iniziale. Così succede, tant’è che coach Dettmann costringe Markkanen, fuori partita (22.6 punti di media nel girone, ma solo un tiro, sbagliato, in 4 minuti contro gli azzurri: -11 di plus/minus), alla panchina. Non perdona, invece, Marco Belinelli: cinque liberi guadagnati, una tripla a segno e la capacità di mettere in ritmo i propri compagni, sfruttando le attenzioni difensive dedicategli.

Gli azzurri giocano con ostinazione e responsabilità, miscelando la leadership dei veterani con l’impatto dei panchinari: Melli e Paul Biligha prendono possesso delle aree, Datome guida la squadra in ambe le metà campo e Ariel Filloy assiste Belinelli nel playmaking. La panchina segue entusiasta in piedi, la squadra di coach Messina allunga: 48-29 per gli azzurri (8/12 da 2, 7/14 da 3, 11/12 ai liberi). Intervallo lungo.

Ariel Filloy esulta (fonte: pagina Facebook ufficiale Italbasket)

TERZO QUARTO: LE DIFFICOLTÀ OFFENSIVE DELL’ITALIA

Il quintetto azzurro torna sul campo contro una Finlandia, con Markkanen dal primo minuto, che sin da subito pare avere intenti bellicosi. Ma Marco Belinelli non è da meno: 8 punti prima di metà quarto. L’Italia, inoltre, continua a difendere, impedendo punti facili ai finlandesi: Gigi Datome, alla terza stoppata, ci mette “solo” gli effetti speciali.

Nella seconda metà del quarto le difese la fanno da padrone: gli azzurri non segnano per più di tre minuti, la Finlandia per quattro. Coach Messina prova a scuotere la squadra con un time out, ma l’attacco fatica (10 punti nel terzo quarto): il rimbalzo in attacco di Biligha a fine quarto mette una pezza al rientro della Finlandia. Si va all’ultimo quarto sul 58-42.

QUARTO QUARTO: 70-57, ITALIA AI QUARTI DI FINALE

Finlandia più aggressiva, Italia che rallenta: i nord europei accorciano lo svantaggio, portandosi a -11. Risponde capitan Gigi Datome, che si guadagna due liberi fondamentali per la squadra. Continuano, tuttavia, le difficoltà gli azzurri (9/27 da 3 dopo l’iniziale 6/7), impossibilitati dagli avversari a entrare rapidamente nell’attacco: il gioco si fa duro e Paul Biligha, dalla media, risponde con la propria generosità, riportando il vantaggio italiano alle due cifre.

Stanca, con l’attacco fermo, l’Italia trova risposta dai suoi leader: quattro punti, uno dopo una palla rubata, l’altro in penetrazione, per Daniel Hackett, che a 58 secondi dalla fine realizza un fondamentale 2/2 dalla lunetta. La difesa salva l’Italia, che negli ultimi possessi gestisce il vantaggio: 70-57, gli azzurri (15/25 da 2, 9/28 da 3, 15/16 ai liberi), mercoledì sera, affronteranno la vincente di Serbia-Ungheria ai quarti di finale.

Vince, dunque, la nazionale di coach Messina, guidata dai propri leader, Marco Belinelli (22 punti, 4 rimbalzi, 2 assist), Daniel Hackett (10 punti, 6 rimbalzi, 3 palle rubate) e Gigi Datome (15 punti e 3 stoppate), ma soprattutto dalla propria tenacia difensiva.

Gigi Datome, perfetto contro la Finlandia: il capitano traccia la via (fonte: pagina Facebook ufficiale Italbasket)

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Article source: https://www.azzurridigloria.com/news-basket/europei-2017-ottavi-finlandia/


L’Argentina deve vincere, l’ambasciatore porta la carne: “Voi metteteci il fuoco!”

In vista della sfida decisiva di qualificazione ai Mondiali, l’ambasciatore argentino in Ecuador Luis Juez ha fatto spedire a Guayaquil, sede del ritiro dell’albiceleste
, diversi scatoloni con dentro carne congelata

Article source: https://sport.sky.it/

Orgulho, não apenas gay, mas sobretudo orgulho por as pessoas poderem manifestar-se livremente e sem as ‘amarras’ do passado, numa terra fechada sobre si própria e os seus medos, o medo do desconhecido. Terá sido assim que sentiram as cerca de três centenas de pessoas que, ontem à tarde, fizeram a primeira marcha ostentando as cores do arco-íris, por algumas artérias do centro do Funchal, quebrando um silêncio e registando na história o direito a viverem em diversidade.

Iniciativa de algumas Organizações Não-Governamentais, a 1.ª Marcha do Orgulho LGBTI+ do Funchal, decorreu de forma pacífica, desde a concentração, passando por algumas ruas centrais e mais movimentadas da tarde de sábado e terminando no Jardim Municipal, com muitas palavras de ordem e reivindicação dos direitos da população lésbica, gay, bissexual, transexual, intersexo e outros.

Muitos cartazes com mensagens claras contra a homofobia e a liberdade sexual e, tal como é habitual em todo o tipo de concentrações e manifestações, a Polícia de Segurança Pública esteve sempre a acompanhar e a ordenar o trânsito, mas também a fazer uma espécie de ‘raio x’ do evento, registando tudo para posterior relatório.

A marcha, como referido, correu de forma pacífica, inclusive despertando reacções positivas de muitos dos que estavam no seu trajecto, madeirenses, mas sobretudo turistas estrangeiros nas esplanadas e cafés. Mas também muitas ‘bocas’ em surdina, como é habitual em mentalidades ainda pouco despertas para a diversidade. Aliás, o apelo e a afirmação da diversidade foi bem patente nos vários discursos dos organizadores, a que se seguiu um arraial no Jardim Municipal com a actuação de alguns artistas.

‘Funchal Pride’ pelo direito à diferença

O denominado ‘Funchal Pride’ foi, de facto, momento histórico a que se associaram todos os que quiseram e não tiveram problemas em expressar a sua opinião e orientação sexual, e as palavras de ordem, com destaque para os “Nem menos, nem mais, direitos iguais”, “Anda para o meio, sai do passeio”, “Sim, sim, sim, somos assim” e “Mulheres unidas, nunca oprimidas”, entre outros, foram ditos e repetidos para todos ouvirem.

Emanuel Caires, coordenador do núcleo da Rede Ex Aequo no Funchal, criado em Junho do ano passado, lembra que “estas questões não são muito visíveis”, uma vez que as pessoas sofrem um conjunto de pressões sociais, laborais e até mesmo culturais, para que as suas identidades de género ou sexuais sejam postas dentro do armário, na invisibilidade, no isolamento e, muitas vezes, por consequência do insulto”, atirou, pedindo uma “discussão séria, rigorosa e sem preconceitos e discriminações”.

Activista histórico em mais um momento histórico

António Serzedelo, aos 72 anos de idade, presidente da Opus Gay, é o mais antigo activista da causa homossexual em Portugal e não quis faltar a um momento histórico. Ele que, nos primeiros dias de Maio de 1974, logo após a Revolução de 25 de Abril, foi coautor do manifesto “Liberdade para as Minorias Sexuais”, publicado a 13 de Maio no Diário de Lisboa e no Diário de Notícias.

Serzedelo esteve no Funchal e na frente da marcha não se poupou a dizer o que pensa: “Na Madeira, lamento dizê-lo, mas o jardinismo perseguiu violentamente, com palavras, as minorias sexuais. Isto [o Funchal Pride] é uma machadada nesse jardinismo triunfante de amiguismo, graças a duas ou três forças.” Elogio à CMF, o PS e o BE, citou. E ainda atirou: “Nestes últimos anos a mentalidade tem mudado muito, sobretudo com a malta nova. Os homens e as pessoas da minha idade ainda estão muito no armário. Compreendo porque levamos 30 ou 40 anos com o fascismo em cima a dizer que era errado, que devíamos ter vergonha, que não deveríamos ter este comportamento e até com perseguições políticas, sociais, religiosas, etc.”

Além da Rede Ex Aequo, o ‘Funchal Pride’, contou com apoios e participação da Associação Abraço, da APF – Associação para o Planeamento da Família, da Fundação Portuguesa ‘A Comunidade Contra a Sida’, o grupo Mad le’s Femme, a Câmara Municipal do Funchal, do projecto de investigação Intimate, da UMAR – União Alternativa de Mulheres e Resposta, da referida Opus Gay e do NAIF – Núcleo da Amnistia Internacional do Funchal.

Cada vez mais unidos pelo mesmo sexo

Nunca se tinham celebrado tantos casamentos entre pessoas do mesmo sexo como no ano passado. Aliás, comparando com o ano anterior registou-se um aumento de 125%. Em 2015, face ao ano anterior, também tinha sido registado um aumento de 100% dos casamentos civis entre homens ou entre mulheres. O que significa que em dois anos o número dos também denominados casamentos gay dispararam 350%.

Na prática, os 18 casamentos entre pessoas do mesmo sexo (10 entre homens e 8 entre mulheres) representaram 2,1% dos 861 casamentos celebrados na RAM em 2016, contra 1% (4 para cada sexo) dos realizados (793) em 2015. Outra nota de realce é que o aumento de casamentos entre pessoas do mesmo sexo acompanha o aumento de casamentos entre sexos opostos ou total de casamentos celebrados na Região. Em 2014, a percentagem tinha sido de 0,53% (4 de um total de 753) e em 2013 de 1,38% (11 em 793), em 2012 de 0,36% (3 em 820), em 2011 de 1,1% (10 em 900) e 2010 de 0,87% (9 em 1.031), sendo que nestes dois primeiros anos deu-se o facto de se estar ainda no início da aplicação da nova lei para a igualdade.

Se a média nestes sete anos de nove casamentos entre pessoas do mesmo sexo se mantiver, ou mesmo se tivermos em conta que no ano passado bateu-se o recorde de uniões legais no registo civil entre dois homens ou duas mulheres, no total de 18, então podemos aferir que o número de casamentos do género já terá ultrapassado as sete dezenas ainda com 2017 por completar.

Nota para o facto de ao longo destes sete anos, apenas terem ocorrido três divórcios, o que dá uma média de um casamento rompido por cada 21 realizados nestes sete anos. No mesmo período de tempo, registaram-se 5.888 casamentos e 4.406 divórcios entre pessoas de sexo oposto, o que dá uma média de 1,33 casamentos por cada divórcio.

Article source: http://www.dnoticias.pt/impressa/hemeroteca/diario-de-noticias/o-silencio-foi-quebrado-numa-marcha-historica-HF2142797

Il sindaco di Montirone, Francesco Lazzaroni, è stato pizzicato mentre andava a caccia con richiami acustici vietati. Ed è stato denunciato. Tutti i dettagli di questa notizia si potranno leggere sul Giornale di Brescia in edicola oggi insieme ad altre mille notizie, come quella della Notte della cultura che ha richiamato in città migliaia di persone.

O quella della marcia No Tav che ha coinvolto a Calcinato centinaia di oppositori alla linea ferroviaria ad alta velocità sul Garda.

Non mancheranno poi le notizie sportive, a cominciare da quelle che riguardano il Brescia Calcio e la Germani Basket, che si stanno preparando ad una giornata impegnativa. 

  • Leggi qui il GdB in edicola oggi
  • Iscriviti a “News in 5 minuti” per ricevere ogni giorno una selezione delle principali notizie

Article source: https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/oggi-in-edicola-sindaco-a-caccia-con-richiami-proibiti-1.3210289

L’intelligenza artificiale (I.A. in italiano e A.I. Artifical Intelligence in lingua inglese) è un concetto al quale gli esseri umani stanno lavorando da oltre 60 anni. Precisamente dal 1956, quando il matematico statunitense John MacCarthy ha coniato il termine Artifical Intelligence per indicare la capacità delle macchine di fare delle cose o eseguire dei compiti che, se fatti da esseri umani, richiederebbero intelligenza.

 

In pratica, semplificando al massimo, possiamo dire che l’I.A. è una macchina capace di copiare e simulare ogni aspetto dell’apprendimento e dell’intelligenza umana. È, cioè, un insieme di circuiti elettronici e di istruzioni software capaci di dare l’impressione, a un osservatore umano, di essere alle prese con un altro uomo e non con una macchina.
 

Fantasia, fantascienza, realtà? Da sempre il cinema di fantascienza e di avventura attinge a piene mani al concetto di intelligenza artificiale. Basta pensare alla saga di Star Wars e ai simpatici C-3PO e R2-D2. Ma il cinema non è solo. Da alcuni anni, infatti, l’I.A. è comunemente usata in una serie di campi con i quali siamo in contatto tutti i giorni. Eccone alcuni: lo avresti mai detto?

 

GOOGLE


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Ogni volta che facciamo una ricerca usando Google, il più famoso motore di ricerca, il software che lo governa ci dà dei risultati che sono basati, in parte, sulle necessità e sulle potenzialità della mente umana. Non solo: Google è capace di riconoscerci e di darci dei risultati specifici, mirati su di noi. La prova? Basta che tu e un tuo compagno di scuola facciate la stessa ricerca su Google (da due pc diversi) e vedrete che la lista dei risultati sarà diversa!

 

VIDEOGIOCHI


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I videogiochi sfruttano benissimo e in modo intensivo l’I.A. È merito suo se la storia procede in modi sempre diversi e, quasi, sembra che gli avvenimenti tengano conto delle vostre mosse: in realtà è proprio così! Lo si vede soprattutto nei videogiochi “in prima persona”. Quelli, cioè, in cui voi interpretate un personaggio o un eroe: gli avversari reagiscono alle vostre manovre in modo intelligente. In pratica, l’I.A. incorporata nei videogiochi governa situazioni e personaggi per creare situazioni sempre nuove ma legate al vostro modo di giocare.

 

ASSISTENTI VIRTUALI


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Se avete lo smartphone, gli assistenti virtuali li conoscete di sicuro. E, probabilmente, sapete di cosa parliamo anche se, ogni tanto, usate il telefonino di mamma o papà: si chiamano Cortana, Siri, Google Now, Amazon Alexa e sono dei veri e propri “maggiordomi digitali” al nostro servizio. Insieme di istruzioni software capaci di riconoscere le nostre parole, capire che cosa stiamo chiedendo loro e darci una risposta pertinente. Per esempio per fare ricerche su internet o per mandare un messaggino senza usare la tastiera, semplicemente dettandolo. Oppure per compilare liste o creare dei promemoria. Questi assistenti virtuali non solo usano l’intelligenza artificiale per capire che cosa diciamo loro, ma anche per imparare, col tempo, le nostre abitudini e diventare sempre più precisi ed efficienti.

 

GIORNALISMO


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Se siete Junior Reporter o, magari, da grandi volete fare il giornalista leggete bene: l’I.A. ha già imparato a scrivere le notizie facendo a meno dei giornalisti in carne e… penna! Per il momento si tratta di brevi notizie sportive o finanziarie. Ma, nel prossimo futuro, è sicuro che ai pochi siti che ora usano l’intelligenza artificiale per scrivere i propri contenuti se ne aggiungeranno molti altri. Ed è altrettanto sicuro che molto difficilmente riusciremo a capire se l’articolo che stiamo leggendo è stato scritto da un giornalista o dal computer.

Article source: https://www.focusjunior.it/tecnologia/alla-scoperta-dellintelligenza-artificiale

Il sindaco di Montirone, Francesco Lazzaroni, è stato pizzicato mentre andava a caccia con richiami acustici vietati. Ed è stato denunciato. Tutti i dettagli di questa notizia si potranno leggere sul Giornale di Brescia in edicola oggi insieme ad altre mille notizie, come quella della Notte della cultura che ha richiamato in città migliaia di persone.

O quella della marcia No Tav che ha coinvolto a Calcinato centinaia di oppositori alla linea ferroviaria ad alta velocità sul Garda.

Non mancheranno poi le notizie sportive, a cominciare da quelle che riguardano il Brescia Calcio e la Germani Basket, che si stanno preparando ad una giornata impegnativa. 

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Article source: https://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/oggi-in-edicola-sindaco-a-caccia-con-richiami-proibiti-1.3210289

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O responsável denunciou, por outro lado, a existência de pressões “sociais, laborais e culturais” que, depois, resultam “invisibilidade” e no “isolamento” das pessoas.

“Na Rede Ex Aequo, temos um projeto, que é o projeto de Educação LGBTI, onde temos denúncias sobre factos que acontecem na Madeira, onde jovens LGBTI em ambiente escolar são vítimas de discriminação homofóbica, bifóbica e transfóbica”, disse, sublinhando que o mesmo ocorre em estabelecimentos noturnos.

A primeira Marcha do Orgulho LGBT no Funchal contou com a participação de muitos jovens, que percorrem algumas ruas do centro da cidade, entre o Largo do Município e o Jardim Municipal, empunhando bandeiras com as cores do arco iris, cartazes com dizeres anti discriminação e gritando palavras de ordem como “Nem menos, nem mais, direitos iguais” e “Sim, sim, sim, somos assim”.

Jade Santos, um dos jovens que integrou o desfile, envergando um vestido verde, revelou que ainda sente “muita discriminação” por ser transsexual e considerou que tal resulta, sobretudo, do “medo” e da “falta de informação” que persiste na sociedade madeirense.

“Mas já está a mudar. O progresso já está a chegar”, salientou.

O evento organizado pela Rede Ex Aequo, com a designação geral de Funchal Pride, conta com a participação da Associação Abraço, a APF – Associação para o Planeamento da Família, a Fundação Portuguesa “A Comunidade Contra a Sida” e o grupo Mad le’s Femme.

A Câmara Municipal do Funchal também deu apoio à iniciativa, bem como o projeto de investigação INTIMATE, sediado no Centro de Estudos Sociais da Universidade de Coimbra.

Na primeira Marcha do Orgulho LGBTI do Funchal, participaram ainda elementos da UMAR – União Alternativa de Mulheres e Resposta, da Opus Gay e do NAIF – Núcleo da Amnistia Internacional do Funchal.

“Em Portugal, nestes últimos anos, a mentalidade tem mudado muito, sobretudo com a malta nova. As pessoas da minha idade ainda estão muito no armário”, disse o presidente da Opus Gay, António Serzedelo, vincado que a marcha LGBTI não é “propaganda à homossexualidade”, mas apenas uma forma de “dizer que deve ser tratada em termos igualdade com a heterossexualidade, com a bissexualidade ou com quem quer ser virgem”, porque todas as situações são “respeitáveis”.

Article source: https://www.dn.pt/lusa/interior/cerca-de-300-pessoas-participaram-na-primeira-marcha-do-orgulho-lgbti-no-funchal-8826304.html

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“O Egito deve parar imediatamente esta repressão contra um grupo vulnerável, só porque agitaram uma bandeira”, considerou em comunicado a diretora da HRW para o Médio Oriente e Norte de África, Sarah Leah Whitson.

A ONG recorda que, a 04 de outubro, seis pessoas foram condenadas a entre um e seis anos de cadeia, acusadas de “libertinagem” e de “incitar a libertinagem”, e mais pessoas estão a aguardar decisão judicial para os dias 12 e 29 de outubro, devido à sua orientação sexual.

A HRW também sublinhou que várias ONG egípcias denunciaram que pelo menos seis detidos foram forçados a passar por um exame anal feito por um médico, supostamente para determinar os seus hábitos sexuais.

Paralelamente, a HWR condenou o comunicado difundido a 30 de setembro pelo Conselho Supremo para a Regulação dos Media, que decidiu proibir “a promoção e a difusão de lemas homossexuais”, assim como o aparecimento de homossexuais nos media.

“Dada a massiva campanha de detenções e o clima de medo, informar de maneira objetiva sobre este assunto e dar voz à comunidade LGBT é mais importante do que nunca”, acrescentou Whitson.

Article source: http://www.dn.pt/lusa/interior/human-rights-watch-denuncia-campanha-repressiva-no-egito-contra-comunidade-lgbt-8823566.html

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À direita, o capitão na reserva Jair Bolsonaro, defensor do uso de armas, simpatizante do período conhecido como ditadura militar e considerado inimigo da comunidade LGBT, está nos Estados Unidos a conversar com setores ligados à alta finança. O objetivo é demonstrar que, apesar das ideias radicais no campo social, será melhor opção para os donos do capital do que Lula, o único que o precede nas sondagens.

O prefeito de São Paulo João Doria sofreu um revés ao surgir empatado com Geraldo Alckmin, governador de São Paulo. Até agora, as pesquisas eram o seu principal argumento para ser o escolhido dos “tucanos”, como são conhecidos os militantes do PSDB, em vez de Alckmin.

Doria, que vem sendo criticado por passar mais tempo em pré-campanha pelo Brasil do que em São Paulo, vai capitalizar a sua imagem no Círio da Nazaré, um dos maiores eventos religiosos do mundo, ao lado da estrela local Fafá de Belém. O candidato sublinha que viaja no seu avião particular e não à custa do contribuinte – para marcar a diferença, o mais recatado Alckmin faz questão de usar voos comerciais e ir para a fila como os demais passageiros.

A correr por fora no campo da direita está Henrique Meirelles, cujas possibilidades dependem da instável economia brasileira. Ministro das Finanças de Temer – e influente presidente do Banco Central na Era Lula – é elogiado pelas elites mas quase desconhecido no Brasil profundo. Contra isso, vem namorando os evangélicos, ou seja, 30% dos brasileiros.

Observadores acreditam porém que há espaço para um nome surpresa dada a forte taxa de rejeição aos candidatos conhecidos – nesse item, Lula também lidera com 42% de cidadãos que não votam nele em nenhuma circunstância. Os juízes Barbosa e Moro e o apresentador de TV Luciano Huck, cujo nome foi citado até pelo antigo presidente Fernando Henrique Cardoso, são os mais falados.

São Paulo

Article source: https://www.dn.pt/mundo/interior/lula-ainda-mais-a-frente-a-um-ano-das-presidenciais-8825275.html

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“O Egito deve parar imediatamente esta repressão contra um grupo vulnerável, só porque agitaram uma bandeira”, considerou em comunicado a diretora da HRW para o Médio Oriente e Norte de África, Sarah Leah Whitson.

A ONG recorda que, a 04 de outubro, seis pessoas foram condenadas a entre um e seis anos de cadeia, acusadas de “libertinagem” e de “incitar a libertinagem”, e mais pessoas estão a aguardar decisão judicial para os dias 12 e 29 de outubro, devido à sua orientação sexual.

A HRW também sublinhou que várias ONG egípcias denunciaram que pelo menos seis detidos foram forçados a passar por um exame anal feito por um médico, supostamente para determinar os seus hábitos sexuais.

Paralelamente, a HWR condenou o comunicado difundido a 30 de setembro pelo Conselho Supremo para a Regulação dos Media, que decidiu proibir “a promoção e a difusão de lemas homossexuais”, assim como o aparecimento de homossexuais nos media.

“Dada a massiva campanha de detenções e o clima de medo, informar de maneira objetiva sobre este assunto e dar voz à comunidade LGBT é mais importante do que nunca”, acrescentou Whitson.

Article source: https://www.dn.pt/lusa/interior/human-rights-watch-denuncia-campanha-repressiva-no-egito-contra-comunidade-lgbt-8823566.html

Anno zero, giorno uno. Il Real Team Matera scende finalmente in campo sotto la guida di Mister Rondinone, una delle tante novità di questa stagione.

La più importante, sicuramente, è il ritorno nella serie C1, campionato disputato per l’ultima volta quasi un decennio fa. Da allora, tanti campionati di serie B e le ultime due stagioni addirittura in A2, l’ultima delle quali disputata con onore nonostante le difficoltà ormai note a tutti. Ma occorre voltare pagina e calarsi nella realtà regionale, sempre con la stessa dedizione al lavoro, con la stessa passione e con lo stesso entusiasmo.

Perché il Real Team Matera darà ancora più lustro ad un campionato già in notevole crescita negli ultimi anni, ed anche perché chi sceglie il Real Team Matera lo fa a prescindere dalla categoria.

Lo sa bene capitan Vivilecchia, che ha attraversato tutte le fasi della recente storia del sodalizio del Presidente Nico Taratufolo, e lo sanno bene anche i nuovi acquisti, vogliosi di riportare in alto il Real. Presenti anche i tanti giovani protagonisti della scorsa annata, che in virtù dei tanti sacrifici fatti, meritano più di una chance in una società per cui i giovani anno sempre occupato un ruolo di prim’ordine.

Nessun assente quindi sul parquet di Via dei Sanniti, dove Mister Rondinone in questi giorni alternerà come di consueto parte atletica e parte tattica, vista una rosa completamente nuova che necessiterà di un po’ di tempo per amalgamarsi.

Ma l’occasione per analizzare i primi giorni di lavoro arriverà già nel fine settimana: venerdì 8 arriva il forte Atletico Cassano, che disputerà il campionato di serie B. Subito un ottimo banco di prova per questo nuovo Real Team Matera, che siamo certi dirà la sua in questa stagione che si preannuncia altamente competitiva.

Article source: https://www.materalife.it/sport/riparte-sul-campo-il-real-team-matera/

L’intelligenza artificiale (I.A. in italiano e A.I. Artifical Intelligence in lingua inglese) è un concetto al quale gli esseri umani stanno lavorando da oltre 60 anni. Precisamente dal 1956, quando il matematico statunitense John MacCarthy ha coniato il termine Artifical Intelligence per indicare la capacità delle macchine di fare delle cose o eseguire dei compiti che, se fatti da esseri umani, richiederebbero intelligenza.

 

In pratica, semplificando al massimo, possiamo dire che l’I.A. è una macchina capace di copiare e simulare ogni aspetto dell’apprendimento e dell’intelligenza umana. È, cioè, un insieme di circuiti elettronici e di istruzioni software capaci di dare l’impressione, a un osservatore umano, di essere alle prese con un altro uomo e non con una macchina.
 

Fantasia, fantascienza, realtà? Da sempre il cinema di fantascienza e di avventura attinge a piene mani al concetto di intelligenza artificiale. Basta pensare alla saga di Star Wars e ai simpatici C-3PO e R2-D2. Ma il cinema non è solo. Da alcuni anni, infatti, l’I.A. è comunemente usata in una serie di campi con i quali siamo in contatto tutti i giorni. Eccone alcuni: lo avresti mai detto?

 

GOOGLE


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Ogni volta che facciamo una ricerca usando Google, il più famoso motore di ricerca, il software che lo governa ci dà dei risultati che sono basati, in parte, sulle necessità e sulle potenzialità della mente umana. Non solo: Google è capace di riconoscerci e di darci dei risultati specifici, mirati su di noi. La prova? Basta che tu e un tuo compagno di scuola facciate la stessa ricerca su Google (da due pc diversi) e vedrete che la lista dei risultati sarà diversa!

 

VIDEOGIOCHI


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I videogiochi sfruttano benissimo e in modo intensivo l’I.A. È merito suo se la storia procede in modi sempre diversi e, quasi, sembra che gli avvenimenti tengano conto delle vostre mosse: in realtà è proprio così! Lo si vede soprattutto nei videogiochi “in prima persona”. Quelli, cioè, in cui voi interpretate un personaggio o un eroe: gli avversari reagiscono alle vostre manovre in modo intelligente. In pratica, l’I.A. incorporata nei videogiochi governa situazioni e personaggi per creare situazioni sempre nuove ma legate al vostro modo di giocare.

 

ASSISTENTI VIRTUALI


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Se avete lo smartphone, gli assistenti virtuali li conoscete di sicuro. E, probabilmente, sapete di cosa parliamo anche se, ogni tanto, usate il telefonino di mamma o papà: si chiamano Cortana, Siri, Google Now, Amazon Alexa e sono dei veri e propri “maggiordomi digitali” al nostro servizio. Insieme di istruzioni software capaci di riconoscere le nostre parole, capire che cosa stiamo chiedendo loro e darci una risposta pertinente. Per esempio per fare ricerche su internet o per mandare un messaggino senza usare la tastiera, semplicemente dettandolo. Oppure per compilare liste o creare dei promemoria. Questi assistenti virtuali non solo usano l’intelligenza artificiale per capire che cosa diciamo loro, ma anche per imparare, col tempo, le nostre abitudini e diventare sempre più precisi ed efficienti.

 

GIORNALISMO


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Se siete Junior Reporter o, magari, da grandi volete fare il giornalista leggete bene: l’I.A. ha già imparato a scrivere le notizie facendo a meno dei giornalisti in carne e… penna! Per il momento si tratta di brevi notizie sportive o finanziarie. Ma, nel prossimo futuro, è sicuro che ai pochi siti che ora usano l’intelligenza artificiale per scrivere i propri contenuti se ne aggiungeranno molti altri. Ed è altrettanto sicuro che molto difficilmente riusciremo a capire se l’articolo che stiamo leggendo è stato scritto da un giornalista o dal computer.

Article source: https://www.focusjunior.it/tecnologia/alla-scoperta-dellintelligenza-artificiale

Verso PS4 disponvel em formato fsico.

Publicado 06/10/2017

Syndrome, o videojogo desenvolvido em Portugal pela Bigmoon Entertainment o primeiro videojogo para Playstation 4 totalmente desenvolvido em Portugal a ser lanado fisicamente no retalho nacional.

Syndrome est disponvel para Playstation 4 (inclui suporte para Playstation VR) e PC, a verso Xbox One ser lanada a 20 de Outubro.

Este um jogo de horror e sobrevivncia na primeira pessoa que leva o gnero de volta s suas razes de terror. No modo histria, o jogador acorda atordoado e confuso de um profundo sono criognico numa nave espacial deserta e descobre que a maior parte da tripulao est morta ou… pior.

O jogador poder ainda desfrutar do “Modo VR”, em que o jogador o ultimo sobrevivente e ter de aguentar o maior nmero possvel de dias, dentro desta nave espacial infetada de mutantes que procuram alimentar-se da carne do ltimo sobrevivente. Para sobreviver, o jogador poder equipar-se com as poucas armas que encontram espalhadas na nave e descobrir que as munies so escassas e no so muito adequadas para lidar com os monstros escondidos nas sombras da nave, que reagem violentamente a todos os movimentos e barulho.

Acerca Bruno Galvo

O Bruno tem um gosto requintado. Para ele os videojogos so mais que um entretenimento e gosta de discutir sobre formas e arte. Para alm disso consome tudo que seja Japons, principalmente JRPG. Ns s agradecemos.

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Article source: http://www.eurogamer.pt/articles/2017-10-06-jogo-portugues-syndrome-ja-disponivel

Para a tristeza de fãs brasileiros, a Bandai Namco confirmou ao UOL Jogos que Dragon Ball FighterZ não será dublado no Brasil. A empresa culpou a agenda apertada de desenvolvimento do jogo de luta pela falta de localização em áudio.

Um dos principais objetivos da Bandai Namco Entertainment America Inc. é o de disponibilizar mais jogos para nossos fãs nas Américas Latina e do Sul,” disse o diretor de comunicações do braço americano da empresa, Denny Chiu. “Nós gostaríamos muito mesmo de trazer estes jogos completamente localizados em português brasileiro e espanhol neutro, mas é virtualmente impossível fazer isso com todos os títulos por conta de das agendas de desenvolvimento apertadas e outros fatores.”

Chiu explicou que casos como Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 4 Cavaleiros do Zodíaco: Alma dos Soldados foram especiais porque “os planetas estavam alinhados” e a empresa conseguiu lançar ambos títulos com os dubladores dos animes, algo que não acontecerá com o novo Dragon Ball.

FighterZ será lançado com legendas e interface em português e dual-audio com dublagens em inglês e japonês, mas a dublagem – que muitos torciam para ter as mesmas vozes do anime de Dragon Ball – ficará de fora.

O lançamento de Dragon Ball FighterZ está marcado para fevereiro de 2018 no PS4, Xbox One e PC.

Article source: https://theenemy.com.br/dragon-ball-fighterz/dragon-ball-fighterz-nao-tera-dublagem-em-portugues-brasileiro

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“Silverlake Life: The View from Here” foi realizado por Peter Friedman e Tom Joslin, de quem o festival também exibe, em “estreia absoluta”, “Black Star: Autobiography of a Close Friend”.

O ciclo “This is Me” vai acolher um conjunto de curtas-metragens e a longa-metragem “Tender Fictions”, da norte-americana Barbara Hammer, “figura incontornável do cinema experimental”, cujo trabalho incide nas “questões da política do corpo”.

Também em mostra vão estar outros filmes que “contribuem para uma reflexão sobre questões de autobiografia queer”, entre os quais o documentário “Mapplethorpe: Look At the Pictures”, de Fenton Bailey e Randy Barbato (nomeado para dois Emmys), e “Tarnation”, de Jonathan Caouette.

O cineasta Peter Friedman, nesta terceira edição do festival, vai ainda conduzir uma ‘masterclass’, intitulada “Visual Storytelling”, a decorrer na Faculdade de Belas Artes da Universidade do Porto, que será acompanhada da exibição do documentário “Fighting in Southwest Louisiana: Gay Life in Rural America”, realizado por Friedman e Jean-François Brunet.

O festival conta ainda com “1:54″, do cineasta canadiano Yan England, que retrata uma história sobre ‘bullying’, protagonizada por Antoine-Oliver Pilon.

No festival estarão em exibição 30 filmes oriundos de 19 países diferentes, sendo os EUA aquele que tem maior representatividade, com 11 produções, seguindo-se Portugal, com seis, e Alemanha e França, com quatro filmes cada.

O Queer Porto 3 acolhe também a Competição de Filmes de Escolas Portuguesas “In My Shorts” e o programa de curtas “Under A Spell”.

O Queer Porto realiza-se na certeza de que já conta com “mais três edições garantidas”, assegurando a sua realização até 2020, segundo o diretor, João Ferreira.

“O Teatro Rivoli vai acolher-nos, já temos datas marcadas para 2018 e temos a certeza neste momento de, pelo menos, mais três edições garantidas em termos de financiamento”, explicou à Lusa esta semana.

Article source: https://www.dn.pt/lusa/interior/festival-de-cinema-queer-porto-arranca-hoje-com-obra-de-peter-friedman-em-destaque-8818897.html

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“Silverlake Life: The View from Here” foi realizado por Peter Friedman e Tom Joslin, de quem o festival também exibe, em “estreia absoluta”, “Black Star: Autobiography of a Close Friend”.

O ciclo “This is Me” vai acolher um conjunto de curtas-metragens e a longa-metragem “Tender Fictions”, da norte-americana Barbara Hammer, “figura incontornável do cinema experimental”, cujo trabalho incide nas “questões da política do corpo”.

Também em mostra vão estar outros filmes que “contribuem para uma reflexão sobre questões de autobiografia queer”, entre os quais o documentário “Mapplethorpe: Look At the Pictures”, de Fenton Bailey e Randy Barbato (nomeado para dois Emmys), e “Tarnation”, de Jonathan Caouette.

O cineasta Peter Friedman, nesta terceira edição do festival, vai ainda conduzir uma ‘masterclass’, intitulada “Visual Storytelling”, a decorrer na Faculdade de Belas Artes da Universidade do Porto, que será acompanhada da exibição do documentário “Fighting in Southwest Louisiana: Gay Life in Rural America”, realizado por Friedman e Jean-François Brunet.

O festival conta ainda com “1:54″, do cineasta canadiano Yan England, que retrata uma história sobre ‘bullying’, protagonizada por Antoine-Oliver Pilon.

No festival estarão em exibição 30 filmes oriundos de 19 países diferentes, sendo os EUA aquele que tem maior representatividade, com 11 produções, seguindo-se Portugal, com seis, e Alemanha e França, com quatro filmes cada.

O Queer Porto 3 acolhe também a Competição de Filmes de Escolas Portuguesas “In My Shorts” e o programa de curtas “Under A Spell”.

O Queer Porto realiza-se na certeza de que já conta com “mais três edições garantidas”, assegurando a sua realização até 2020, segundo o diretor, João Ferreira.

“O Teatro Rivoli vai acolher-nos, já temos datas marcadas para 2018 e temos a certeza neste momento de, pelo menos, mais três edições garantidas em termos de financiamento”, explicou à Lusa esta semana.

Article source: https://www.dn.pt/lusa/interior/festival-de-cinema-queer-porto-arranca-hoje-com-obra-de-peter-friedman-em-destaque-8818897.html

Nos próximos dias 6 e 7 de Outubro realiza-se o primeiro Funchal Pride, evento de cariz social que tem como principal objectivo dar maior visibilidade à população LGBTI+ (lésbicas, gays, bissexuais, trans e intersexo) e consciencializar para a diversidade de idades e de géneros, orientações sexuais e expressões de género. O evento é organizado pela rede ex aequo, com a parceria da Mad le’s Femme, Associação Abraço, Fundação Portuguesa ‘A Comunidade Contra a SIDA’ e APF – Associação para o Planeamento da Família e ainda os apoios da Intimate, do Centro de Estudos Sociais da Universidade de Coimbra e da Câmara Municipal do Funchal. AO DIÁRIO, Emanuel Caires, coordenador do núcleo do Funchal da rede ex aequo, falou sobre a iniciativa e sobre o preconceito que ainda persiste.

Como é que surge a ideia de organizar o Funchal Pride?

A ideia de organizar o Funchal Pride surgiu no ano passado, quando a Câmara Municipal do Funchal abriu o concurso de apoio e financiamento a actividades de interesse municipal e associativismo. Foi aí que o núcleo LGBTI Funchal da rede ex aequo pensou em organizar um Pride, uma iniciativa pública ao ar livre e visivelmente LGBTI, onde pudéssemos expressar o nosso orgulho, as nossas orientações sexuais e românticas, as nossas expressões de género. Ao fim e ao cabo expressar toda esta diversidade que existe não só na população LGBTI mas na população em geral, porque existem muitas pessoas que não se identificam como tal, mas que acabam por se integrar um bocadinho nesta área da diversidade.

Então foi com este apoio que a iniciativa se começou a formar?

Sim, foi através da candidatura a esse apoio que surgiu a ideia. Na verdade, não foi uma ideia muito consensual. Era a ideia que eu defendia, sim, mas confesso que há alguns anos achava que era uma loucura. Mas é certo que depois de me envolver no associativismo, aprendi várias coisas e percebi o porquê de ser importante fazer este tipo de iniciativas em culturas mais fechadas como é o caso da Madeira. Então candidatámo-nos, o apoio foi aprovado e foi assim que surgiu o Funchal Pride.

Até porque já existem outras manifestações ‘Pride’ um pouco por todo o mundo e mesmo em Portugal…

Aqui o Pride funciona mesmo como orgulho. De facto, houve esta questão interna se deveria ser um nome português ou inglês, porque queremos que as pessoas percebam que estamos mesmo a falar de orgulho e não de outra coisa. E estamos a falar de orgulho, porque é exactamente o contrário daquilo que a sociedade quer que nós sintamos, que é vergonha de sermos homossexuais, bissexuais, transexuais… vergonha do nosso eu. Foi assim que surgiu as manifestações de orgulho, nos Estados Unidos, em 1969, quando houve uma revolta num bar gay em Manhattan. A partir daí começamos a expressar o nosso orgulho e isto acaba por ser quase que uma tradição da cultura LGBTI, uma forma de reivindicar os nossos direitos e de celebrar as nossas diversidades.

Mas começaram um pouco a medo, sem saber a receptividade que teria e agora o Funchal Pride é um evento que congrega um seminário, uma marcha e um arraial, e que tem cada vez mais adesão da sociedade civil, empresas e entidades que já se associaram…

Sim. No ano passado candidatámo-nos ao apoio, mas não foi uma decisão consensual. Agora já percebemos que se calhar vale mesma a pena. Na verdade, a rede ex aequo que é a promotora do evento, sozinha não conseguiria fazer isto e nós estamos a fazer isto em tempo recorde. Foi por isso que chamamos outras associações para se juntarem a nós, porque na rede ex aequo não queremos que o Funchal Pride seja apenas a representação de uma parte da população LGBTI. Queremos que seja uma representação da população em geral. Por isso chamamos outras associações a participar, associações que trabalham com partes diferentes da população, para que pudessem dar as suas opiniões e ideias para nós incluirmos no Funchal Pride. E foi depois de chamarmos essas associações que percebemos que havia muitos mais interessados em participar nesta iniciativa e que não estamos sozinhos nesta organização. Por isso, até agora, o feedback tem sido bastante positivo.

Mas ainda há dúvidas…

Sim, ainda há quem questione se isto vai ficar vazio ou não. Se a marcha terá apenas meia-dúzia de pessoas, se vai estar apenas um artista no palco a actuar para essa meia-dúzia…. Mas eu acho que não. Acho que por ser o primeiro vai haver bastante curiosidade e isso vai levar as pessoas a aparecer.

Então a expectativa é alta?

Não nego que tenha algum receio, porque afinal ainda estamos a “apalpar” terreno. Esta é praticamente uma versão beta ainda e então para o ano teremos algo mais pensado, com mais tempo para organizar. A expectativa é grande sim, mas temos algum medo de sermos poucos… eu acho que não. As pessoas estão a aderir…

Até porque no vosso convite, são bem claros quando dizem que “se queres lutar contra o preconceito, junta-te a nós…”, o que dá a ideia de ser uma iniciativa aberta a toda a população…

Na verdade, quando se fala em população LGBTI, quando falamos de minorias, há muito essa tendência de separar da sociedade em geral e essas comunidades acabam por se isolar um bocadinho. É um processo natural, acho… Um processo que vai levar à inclusão. Ao fim e ao cabo, eventos como estes permitem que pessoas que não se identifiquem como tal e se possam aproximação. E Funchal Pride também é isso…

Uma forma de abrir os olhos, portanto, uma chamada de atenção….

As pessoas dizem que não precisamos de ser negros para lutarmos contra o racismo. E também não precisamos de ser LGBTI para lutarmos contra a homofobia e a transfobia… Uma coisa não tem a ver com a outra. Compreendo que as pessoas tenham algum medo de ficar associadas à comunidade LGBTI, porque ficando associadas a essa comunidade vão sofrer preconceitos, discriminação e é normal que haja esse receio. Mas temos de ser superiores a esse receio. Caso contrário vamos estar sempre reféns do preconceito e do medo.

Há pouco dizia que a sociedade regional ainda é um pouco fechada. Nota que tem havido evolução a esse nível, ou ainda há muito preconceito em relação à comunidade LGBTI?

Eu às vezes nem sei responder a isso. Acho que em certas alturas respondo uma coisa e noutras respondo outra coisa. Muitas vezes depende do feedback que a associação recebe e até mesmo das minhas experiências pessoais. Se eu tiver em conta o Funchal Pride, há dois anos eu diria logo que não faríamos, mas este ano estamos a fazer. Acaba por ser sinal de um avanço. Acredito que há uns anos as pessoas não respeitavam tanto a população LGBTI. Mas a partir do momento em que a rede ex aequo começou a estar mais activa com acções de sensibilização, actividades várias, acho que houve um pequeno avanço, porque começamos a falar disto em público e começou a ser mais visível. As pessoas começaram a vir para o espaço público e não estar só entre 4 paredes, como era no passado. Com o trabalho que está a ser realizado pela rede ex aequo e outras associações, as pessoas começam a se sentir mais seguras em outros espaços.

Mas ainda há preconceito?

Sim, há preconceito. Às vezes na rede ex aequo recebemos denúncias de situações que acontecem aqui no Funchal, por exemplo em espaços nocturnos em que jovens LGBTI são postos na rua por estarem a trocar carinhos ou a namorar com pessoas do mesmo sexo… O preconceito existe e não é só social, não é só nestes espaços de convívio…. É também um bocadinho institucional e político, porque as instituições governamentais da Região nunca tocam neste assunto. Eu compreendo que somos um meio pequeno e é difícil chegar a todas as minorias, mas se falarmos em igualdade de género, já estaremos a falar um bocadinho de práticas contra a homofobia e a transfobia e só agora se começar a falar na Madeira sobre igualdade de género, porque antes nem se falava muito.

A partir do momento em que foi legalizado o casamento entre pessoas do mesmo sexo é que se começou a falar mais sobre o assunto….

Sim, falava-se mas não tão abertamente.

Enfrentou e enfrenta preconceitos?

Quando ouço bocas, e às vezes ouço quando vou com o meu namorado na rua e estamos de mãos dadas, às vezes sou impulsivo e respondo à letra. Mas geralmente essas bocas vêm de pessoas que não dão a cara… Mas acho que o pior mesmo foi em ambiente familiar. Quando saí do armário, houve violência física, psicológica e emocional por parte do meu pai. A minha mãe apoiou-me e aceitou. Mas eu tive de sair de casa durante uns meses por causa desses episódios e quando voltei para a casa dos meus pais, a situação manteve-se e foi complicado… E não acabou por aqui. Inicialmente houve mais violência física, depois houve violência psicológica, mas depois envolveram-se as autoridades e eu próprio me afirmei contra os comportamentos que o meu pai estava a ter, mas, entretanto, os meus pais separaram-se e isso acabou…

E em ambiente escolar?

Houve algum preconceito, mas não foi muito directo nem forte. Como sei que há pessoas que têm experiências muito más em ambiente escolar, eu desvalorizo a minha experiência, porque o máximo que sofri foram ‘bocas’ e há quem sofra bullying por serem homossexuais, bissexuais ou transsexuais. Já no trabalho, nunca sofri discriminação nem preconceito, mas tenho algum medo de levar as coisas normalmente e dizer abertamente que sou gay… Para mim o pior nem é o preconceito, é o medo de sofrer, de não saber a reacção que virá do outro lado…

É um caminho que se percorre?

Sim, e é o que eu tento fazer. Levar as coisas devagar.

Nesses momentos difíceis que passou, encontrou conforto e apoio na sua mãe, amigos… Hoje a rede ex aequo também ajuda jovens LGBTI que estão a passar por momentos difíceis…

Quando me assumi aos meus pais, a rede ex aequo foi o meu apoio, através de um fórum online onde jovens de todo o país expõem as suas dúvidas, as suas angústias e eu fui várias vezes ao fórum nessa altura. A rede ex aequo foi um apoio para mim e ainda é. No entanto, sei que muitos jovens que passam pela rede ex aequo passam por esse processo: começam por pedir apoio e depois de uma altura começam a querer retribuir esse apoio. Foi isso que aconteceu comigo. Comecei a fazer voluntariado na área da comunicação da rede ex aequo, depois formei o núcleo do Funchal e passei a integrar a direcção da associação. É um caminho de que me orgulho bastante. Gosto muito da rede ex aequo e do trabalho que fazemos e é uma associação única em Portugal constituída por jovens LGBTI para jovens LGBTI.

Article source: http://www.dnoticias.pt/impressa/hemeroteca/diario-de-noticias/ainda-ha-preconceitos-ME2116068

Gor Mahia head coach Dylan Kerr is disappointed with his team following their inability to score ‘many’ goals.

The fifteen times league champions scored a solitary goal against Nakumatt FC despite creating numerous chances including one on one situations. According to Kerr, goals are the main source of attraction and chances should be put away regularly.

“The problem with many teams in Africa is scoring goals, chances are created but that composure in front of goal is what is missing. Fans come to see goals and without goals, the match becomes boring, no goals no entertainment.

“This week we have been working on that but I am still disappointed with the fact that we scored just one goal despite creating many chances,” Kerr told Goal.

Gor Mahia is leading the 18 team table with 34 points having played a game less.

Article source: http://www.goal.com/en-ke/news/gor-mahia-coach-wants-more-goals-for-entertainment/1cpsf7lxr2xq61nr8npvasm1le

A exibição da bandeira de apoio à comunidade LGBTI – Lésbicas, Gays, Bissexuais, Travestis, Transexuais e Intersexo – foi amplamente criticada e o procurador geral Nabil Sadek pediu que as autoridades investigassem o incidente que “incita à homossexualidade”.

Numa questão de dias as forças de segurança egípcias cercaram dezenas de pessoas e fizeram cinco exames anais

A homossexualidade não é ilegal no Egito, mas frequentemente homens homossexuais são detidos e acusados de imoralidade e blasfémia, segundo a Reuters. A Amnistia Internacional diz que muitas vezes estes homens são sujeitos a exames anais, para determinar se tiveram relações sexuais com outros homens.

“Numa questão de dias as forças de segurança egípcias cercaram dezenas de pessoas e fizeram cinco exames anais, um sinal da rápida escalada dos esforços das autoridades para perseguir e intimidar os membros da comunidade LGBTI após o incidente com a bandeira”, disse Najia Bounaim, responsável da Amnistia Internacional.

Ahmed Alaa e Sarah Hegazy foram detidos esta segunda-feira e são acusados de fazerem parte de um grupo contra a lei e de propagarem os ideais deste grupo. Segundo o advogado dos dois, citado pela Reuters, Sarah é a primeira mulher detida num incidente relacionado com homossexualidade nos últimos anos e foi ainda acusada de “promover desvios sexuais e a devassidão”.

Foram ainda a tribunal este domingo 16 homens, acusados também de “promover desvios sexuais” e a imoralidade. Um deles foi condenado a seis anos de prisão enquanto os outros vão ouvir o veredito final a 29 de outubro.

A banda Mashrou’ Leila comentou as recentes detenções e mostrou estar do lado dos detidos.

“Denunciamos a demonização e perseguição de atos inofensivos realizados por adultos e com consentimento. É doentio pensar que toda esta histeria foi provocada por causa de um par de jovens que mostraram um pedaço de pano que simboliza o amor”, disse a banda num comunicado.

Esta sábado, a entidade reguladora da comunicação social egípcia proibiu a publicação de informações sobre homossexuais nos media do país, salvo se para mostrar o arrependimento das pessoas pela sua orientação sexual. A proibição, que entra em vigor sábado, foi aprovada pelo Conselho Supremo para a Regulação dos Media.

Em 2001, 52 homens foram presos no Egito após a polícia ter feito buscas numa discoteca.

Article source: https://www.dn.pt/mundo/interior/detidas-32-pessoas-no-egito-apos-bandeira-lgbtser-exibida-em-concerto-8817031.html

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Não se trata de “perseguição de minorias sexuais, dado que estas operações visam apenas violações da ordem pública”, assegurou o Ministério do Interior.

Segundo o advogado Samed Rahimli, especialista na defesa de pessoas LGBT naquele país do Cáucaso, apenas duas das 34 pessoas com quem pode falar “confessaram prostituir-se”.

“Todos indicaram terem sido espancados ou alvo de pressão psicológica”, declarou o advogado à agência France Presse.

As ações da polícia “são dirigidas contra representantes de minorias sexuais”, disse Rahimli.

No domingo, o Conselho da Europa apelou ao Azerbaijão num comunicado para “garantir que os direitos (dos LGBT) são respeitados e que as queixas de maus tratos são investigadas”.

O Azerbaijão é dirigido com “mão de ferro” pelo Presidente Ilham Aliev, cujo regime é frequentemente criticado por organizações não-governamentais internacionais.

Na Chechénia, república russa muçulmana do Cáucaso, homossexuais foram este ano alvo de perseguições por parte das autoridades, o que suscitou críticas em todo o mundo.

Article source: https://www.dn.pt/lusa/interior/receio-de-repressao-contra-homossexuais-no-azerbaijao-8815337.html


Superbike, le pagelle del round in Francia

Rea, vincendo Gara 1, conquista in Francia il terzo titolo mondiale Superbike consecutivo con la Kawasaki. Nella top 3 anche la Ducati, con Melandri secondo in Gara 1 e Davies primo in Gara 2. Bene la Yamaha, con Lowes stabilmente tra i migliori. Ecco tutti i voti ai protagonisti del round di Magny Cours

Article source: https://sport.sky.it/

O Benfica anunciou o cancelamento da edição 2017 da Eusébio Cup em futebol, que estava prevista para 06 de outubro, em Hamilton, no Canadá, frente aos escoceses do Glasgow Rangers, de Pedro Caixinha.

Em comunicado publicado no seu sítio oficial, os ‘encarnados’ alegam “incumprimento dos prazos por parte da entidade promotora” do encontro.

“O Benfica informa que a Eusébio Cup 2017, prevista para se realizar com o Glasgow Rangers, foi inviabilizada por incumprimento dos compromissos contratuais estabelecidos pela Elite Soccer Entertainment, entidade promotora deste jogo, dentro dos termos e prazos definidos”, anunciou o clube da Luz.

A edição 2017 da Eusébio Cup esteve, primeiramente, marcada para 22 de julho, no Estádio da Luz, em Lisboa, frente aos brasileiros da Chapecoense, que recusaram o convite por não terem recebido autorização por parte da Confederação Brasileia de Futebol (CBF).

Article source: http://mundoportugues.org/article/view/65547


Barça: lampi di Messi in una giornata surreale

Busquets e una doppietta dell’argentino regalano una vittoria significativa

 al Barcellona e a tutta la Catalogna che si è riunita nel giorno del referendum per l’indipendenza. Dopo gli scontri tra i votanti e la polizia, i diversi feriti e i seggi sgomberati, il match s’è giocato a porte chiuse

Article source: https://sport.sky.it/


Vettel, danni al cambio? Scenari dopo Sepang

In Malesia, dopo il traguardo, incidente del tedesco con Stroll. Episodio non sazionato dai commissari, ma che potrebbe avere conseguenze: se il cambio della Ferrari avesse subito danni gravi, potrebbe essere necessario sostitutirlo in Giappone. Allora scatterebbe la penalità: 5 posizioni in griglia. Il caso rappresenta un’eccezione, ecco perché

Article source: https://sport.sky.it/

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Ao mesmo tempo ouviam-se cânticos de “Meu corpo, minha escolha” ou “Hey, hey, Leo, a oitava emenda tem de ir”, numa alusão ao primeiro-ministro Leo Varadkar, e eram empunhados cartazes com dizeres como “Deem às mulheres a oportunidade de escolher”, “Livre, Seguro, Legal” ou “Tirem os vossos rosários dos meus ovários”, uma referência ao poder do catolicismo na Irlanda.

Estava prevista a realização de várias manifestações pró-vida ao longo do percurso da Marcha pela Escolha, mas, segundo o The Irish Times, tal acabou por não acontecer. Para a frente foram mesmo manifestações de simpatia com a causa dos movimentos pró-escolha da Irlanda em mais de 20 cidades do mundo, como Londres, Sidney e Nicósia.

A questão do aborto continua a ser um tema fraturante na muito católica Irlanda, onde até 2013 a interrupção da gravidez era totalmente proibida. Nesse ano, tornou-se possível fazer um aborto nos casos em que a vida da mulher estava em risco. Segundo o Departamento de Saúde do Reino Unido, no ano passado, cerca de três mil irlandesas viajaram até Inglaterra para realizar um aborto, mas os ativistas dizem que este número é muito superior.

Aliás, esta espécie de ponte aérea entre Dublin e Londres para interromper a gravidez foi lembrada em muitos cartazes da manifestação de ontem, através de mensagens como “Cuidados de saúde adequados na Irlanda, não voos com a Ryanair” ou “Cuidados de saúde, não a Ryanair”, numa alusão à companhia aérea de baixo custo irlandesa.

Neste momento, a pena máxima por um aborto ilegal na Irlanda é de 14 anos de prisão. O que em teoria permite que uma mulher que interrompa uma gravidez na sequência de uma violação possa ficar presa por mais tempo do que o seu violador – a pena média sentenciada na Irlanda por violação é de dez anos.

O governo da República da Irlanda anunciou na terça-feira a realização de um referendo em maio ou junho do próximo ano, semanas antes de uma visita do papa Francisco, mas ainda está por decidir a pergunta que será colocada aos eleitores. Em cima da mesa está a oitava emenda da Constituição, aprovada com 67% dos votos num referendo em setembro de 1983, e que dá direitos iguais a fetos e grávidas e dá aos primeiros o direito à vida por lei.

Um painel da sociedade civil foi chamado a aconselhar o governo sobre se a oitava emenda deveria ou não ser alterada. Este grupo de 99 pessoas, presidido por uma juíza, decidiu que esta deverá ser substituída por uma disposição que incumbe os políticos de aprovarem leis sobre o aborto, direitos dos fetos e das grávidas.

Agora, uma comissão parlamentar está a analisar estas recomendações e deverá informar os deputados das suas conclusões até final do ano e aconselhar sobre a formulação da pergunta que será colocada nos boletins de voto.

O Conselho de Direitos Humanos das Nações Unidas e o Conselho da Europa têm pressionado o governo irlandês para que despenalize a interrupção voluntária da gravidez e estenda o regime de exceções aos casos de malformação fetal, violação ou incesto. Mas os ativistas pró-escolha defendem a existência de um regime mais liberal, próximo do praticado em Inglaterra, onde é permitido até às 24 semanas. As sondagens indicam que a maioria dos irlandeses é a favor da alteração da legislação.

O crescimento do movimento pró-escolha na Irlanda é visto como um sinal de que a igreja católica, que tem dominado a sociedade do país nos últimos séculos, está a perder influência. Outro sinal disso é o facto de a República da Irlanda ter sido o primeiro país do mundo a aprovar o casamento gay através de um referendo, o que aconteceu em 2015. O sim conseguiu 62% dos votos, apesar da oposição da igreja.

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O Benfica anunciou este sábado o cancelamento da edição 2017 da Eusébio Cup em futebol, que estava prevista para 6 de Outubro, em Hamilton, no Canadá, frente aos escoceses do Glasgow Rangers, de Pedro Caixinha.

Em comunicado publicado no seu sítio oficial, os ‘encarnados’ alegam “incumprimento dos prazos por parte da entidade promotora” do encontro.

“O Benfica informa que a Eusébio Cup 2017, prevista para se realizar com o Glasgow Rangers, foi inviabilizada por incumprimento dos compromissos contratuais estabelecidos pela Elite Soccer Entertainment, entidade promotora deste jogo, dentro dos termos e prazos definidos”, anunciou o clube da Luz.

Após o anúncio por parte do Benfica na noite de sábado, o Glasgow Rangers emitiu um comunicado no seu site oficial em que afirma que o clube português cancelou a partida e que “aguarda ainda uma explicação” para o sucedido. “O Rangers estava preparado para voar para o Canadá para o jogo – marcado para o Tim Hortons Field, em Hamilton – no dia 3 de Outubro, mas foi informado da decisão do Benfica apenas há algumas horas”. lê-se no comunicado, onde se assinala um pedido de desculpas endereçado pelo organizador da partida, a Elite Soccer Entertainment, e se informa os adeptos do Glasgow Rangers que o clube se irá aconselhar judicialmente antes de avançar com mais comentários à situação.

A edição 2017 da Eusébio Cup esteve, primeiramente, marcada para 22 de Julho, no Estádio da Luz, em Lisboa, frente aos brasileiros da Chapecoense, que recusaram o convite por não terem recebido autorização por parte da Confederação Brasileira de Futebol.

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